Patty Pravo infastidita dagli omosessuali al Gay Pride


Ormai sono lontani i tempi del Piper, gli occhi non sono più grandi e felini, ma quasi nascosti da zigomi prominenti; le labbra non più sottili e crudeli, ma gonfie e morbide, come una qualsiasi modellina di terza fila. I ragionamenti, invece, sono i soliti: piuttosto sconclusionati e, per lo più, banali qualunquisti e piccolo-borghesi, mentre vorrebbero essere trasgressivi.

Una volta di più Patty Pravo, immemore e ingrata del sostegno e della venerazione (financo) che torme di gay e omosessuali le hanno tributato e continuano a riservarle, si mostra per quello che è: una vecchia signora ultrasessantenne, perbenista e di buona famiglia, che non ha mai fatto troppa fatica nella vita e che non si immedesima affatto nella vita degli altri. Una specie di Oriana Fallaci veneziana, che si lamenta di quelli che pisciano sulla cattedrale di San Marco. (ma quando mai?)

In un'intervista a L'espresso, in mezzo alle solite banalità e agli stessi racconti triti e ritriti (il cardinale Roncalli, Ezra Pound, Venezia, i quattro mariti, il deserto), smentisce la propria bisessualità e parla dei gay

Poi ognuno fa quello che vuole per carità. Però certe cose mi danno fastidio come quando gli omosessuali invadono le città con i Gay pride. E che me ne frega a me? Fate un po' quello che vi pare. Qualcuno talvolta si presenta col nome e cognome e la caratteristica "gay". E allora io cosa dovrei dire piacere Patty Pravo, etero?

Che tristezza. Da rivalutare Mara Carfagna.

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