Parla il padre del gay aggredito a Roma: "Voglio una legge contro l'omofobia per proteggere mio figlio"


Il 28 dicembre un ragazzo gay è stato aggredito a Roma. Un coetaneo non ha tollerato che un ventenne come lui potesse vivere il proprio orientamento sessuale senza nascondersi. La vicenda, complice il Capodanno, non è però sfumata tra le festività.

Ieri sera il Tg3 ha intervistato il padre della vittima. Il servizio lo trovate qui. L’uomo attraverso il servizio pubblico ha fatto un appello a Silvio Berlusconi. Il genitore ha chiesto al presidente del Consiglio una legge contro l’omofobia:

“Io sono il padre di un ragazzo gay, vittima di una vile aggressione. Faccio appello alle istituzioni, in questo caso a Berlusconi, affinché firmi un decreto al più presto per una legge contro l’omofobia”.

Secondo il padre della vittima è impensabile che l’aggressore di suo figlio non sia stato incarcerato per il crimine commesso:

“È incensurato. La legge gli permette questo. Non è possibile che abbia festeggiato il 31 dicembre mentre mio figlio stava male a casa. Mio figlio ha quattordici punti, un pezzo di orecchio staccato e delle conseguenze a livello psicologico”.

Speriamo che l’appello fatto di un padre eterosessuale faccia capire una volta per tutti che una legge contro l’omofobia non è un capriccio dei gay ma una tutela per proteggere i nostri cari dagli aggressori impuniti.

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