La gaia vecchiaia

Boston. Solo il tempo pone rimedio a castronerie che puntualmente vengono dette o fatte.
Se a smentire la soubrette, promossa a parlamentare, ci pensano i genitori omosessuali (per saperne di più, famigliearcobaleno.org »), per altri tabù culturali ci pensano anche le associazioni GLBTQ statunitensi.

La “Stonewall Communities”, occupandosi di gay e lesbiche non proprio giovanissimi, inaugurerà nei prossimi mesi a Boston un’università della terza età interamente dedicate alle persone GLBT.
I corsi, che per ora non prevedono diplomi o attestati, verranno fatti presso la sede del “Wheelock Collage” di Boston.

Senza aspettare che iniziative simili vengano fatte anche in Italia, vale la pena di leggere il libro di Antonio Veneziani “La gaia vecchiaia”.

La gaia vecchiaia, in breve. Questo libro di interviste prosegue l'esplorazione, iniziata da tempo, del poeta e saggista Antonio Veneziani nel mondo dell'omosessualità maschile. Dopo i volumi "Pornocuore" e "I mignotti" realizza con La gaia vecchiaia un'indagine tra coloro che per ragioni anagrafiche hanno vissuto la propria diversità sessuale da "carbonari", relegati nella più estrema clandestinità a combattere una battaglia civile dapprima privata, poi sociale e culturale contro tutti i pregiudizi che hanno attraversato la seconda metà del Novecento. È un campionario di persone che, con pudore e con poesia, raccontano amori dolorosi, clandestini, ma anche appaganti, romantici e travolgenti. E per la prima volta anziani gay parlano di tempi che sembrano lontanissimi. La "gaia vecchiaia" è quella di uomini che avevano vent'anni negli anni Cinquanta, che negli anni Settanta hanno visto nascere il "movimento", e che successivamente hanno visto morire "l'amore", risucchiato dal flagello dell'Aids. Il libro si chiude con una serie di interviste ad artisti e nomi storici: Massimo Consoli, Angelo Pezzana, Agostino Raff e Salvatore Adelfio Rizzuto.

Fonte: babiloniamagazine.it ibs.it

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