I gay sono rock?

È vero. Quando sento l’ultimo pezzo di Madonna, il nuovo remix di “Music” (per vedere il video, clicca qui »), alzo il volume e cerco in ogni modo di inquinare la quiete degli altri.

Madonna non è però la mia cantante preferita; non lo sono d’altronde anche molte altre considerate e spacciate dai mass media (quindi anche da noi di queerblog.it?!) come icone gay.

I love rock and roll, anche se il genere è ancora snobbato (così sembra, stando a quei media di cui si parlava prima). In una notte insonne, mentre cercavo sul sito di video sharing dailymotion.alice.it filmati da mostravi per il consueto spazio dedicato ai video GLBT sono inciampato in “gay bar” degli Electric Six, che ovviamente vi propongo di seguito.

Aveva ragione Celentano, mentre molleggiandosi in uno stranoto programma RAI, sosteneva che i gay sono rock?

Chi sono gli Electric Six?
I marziani del disco metal. Questa è più o meno l'immagine che danno di sè i non convenzionali membri degli Electric Six - ex Wildbunch - scostumati e sopra le righe come si conviene ad un gruppo trash-rock.
I 6 ragazzi politicamente scorretti di Detroit sono però esattamente in linea con il dualismo che i fan di inizio millennio chiedono al rock: una musica in bilico tra tradizione e avanguardia, recupero del passato e innovazione, un beat che sia allo stesso tempo confortevole e adrenalinico.
Come essi stessi amano dire, ognuno di loro è stato reclutato 'scientificamente', in base cioè alle sue abilità individuali e alle sue caratteristiche psicologiche. Questi i bizzarri componenti della line-up: Dick Valentine, vocalist e frontman della band; Rock and Roll Indian e Surge Joebot sono i due chitarristi; Disco è il signore dei bassi; il centro nevralgico del sestetto è M il batterista; Tait Nucleus, infine, è il depositario dei segreti di tastiere e sintetizzatori.
Nella seconda metà del decennio scorso la band sostiene un lungo periodo di formazione sul campo negli ambienti underground di Detroit, dove pubblica una serie di singoli e mini. Sempre con il nome di Wildbunch, confezionano anche un lavoro completo registrato in studio, "Rock Empire", una summa dei loro 20 migliori brani fino al 1999, tra cui le hit:"Remote Control (Me)", "TV", "Honolulu", "Synthesizer", "Take Me To Your Leader" e "Dancing Like An Idiot".
Il cd però non viene messo in commercio nei negozi - alla pari di molte loro registrazioni live ormai fuori stampa - e finisce con l'alimentare mercati alternativi. Poi arriva il cambio di monicker in Electric Six: ma perché stravolgere un nome assodato dopo sei lunghi anni di faticosa gavetta? Il motivo è semplice quanto obbligato: un bel mattino la band si sveglia e scopre che esiste un Dj Wildbunch, che pretende da loro un sacco di soldi per sfruttarne l'omonimia. Da qui la decisione di trasformarsi in Electric Six.
La loro è un'eclettica mescolanza di stili punk, new wave, disco e rock arena, ma è grazie agli show dal vivo che si fanno conoscere e ricevono i maggiori consensi, soprattutto per l'energia che riescono a trasmettere. Nel 2002 finalmente arriva un contratto per 5 dischi con un'etichetta di una certa importanza, l'inglese XL Recordings, già produttrice di Prodigy, Badly Drawn Boy e Gotan Project. Mentre preparano l'uscita per il 2003 di un album completo, "Fire", la hit "Danger! High Voltage" riceve un buon lancio pubblicitario nelle discoteche e nelle radio di tutto il Regno Unito.
Il singolo infatti è un misto ballabile di metal, garage, punk e new wave, un meticcio dal sound facilmente spendibile nei club e sui dancefloor europei e statunitensi.

P.S. Il primo amore non si scorda mai…

[sopra “is it just me” dei Darkness]

Fonte: mtv.it

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