La Colombia mette a segno un altro punto

Della Colombia ve ne avevamo parlato qualche mese fa. Dopo che la proposta dei Pacs era passata al Senato siamo in attesa dell'ok del Parlamento. Nel frattempo apprendiamo dal sito del Mario Mieli che le coppie di fatto gay colombiane, con almeno due anni di convivenza, avranno d'ora in avanti gli stessi diritti patrimoniali di quelle eterosessuali.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale che, con otto voti favorevoli ed uno contrario, ha depennato la dizione ''uomo e donna'', contenuta in due articoli di una legge del 1990 che riconosceva le coppie di fatto. La Corte è intervenuta sul tema in seguito ad un ricorso di incostituzionalita' presentato dall'Ong Colombia Diversa con la collaborazione di specialisti della Facoltà di diritto dell'Università delle Ande, secondo il quale, la norma in vigore era contraria ''alla dignita' umana e alla libera associazione''. Finora nel caso di morte di un membro di una coppia di fatto gay - sarebbero almeno 100.000 in tutto il Paese dove, secondo le stime, su 44 milioni di abitanti gli omosessuali sarebbero oltre 3 milioni - i suoi beni venivano ereditati dalla famiglia. Anche se, per evitare tale conseguenza, molti gay, nel dare il via alla loro convivenza, hanno stabilito insieme delle societa' commerciali.

Non si conoscono ancora le motivazioni dei giudici della Corte, ma la loro decisione ha gia' suscitato un nugolo di polemiche. Tant'e' che, mentre la responsabile di Colombia Diversa, Marcela Sanchez ha definito la risoluzione ''un gran passo avanti a favore dei diritti delle coppie di fatto gay, che arriva con 17 anni di ritardo rispetto a quelle omosessuali'', esponenti dei settori conservatori l'hanno definita

''molto grave'' poiche', a loro dire, ''creera' un terzo sesso che finira' per pretendere tutti i diritti degli eterosessuali, con seri problemi per le finanze e la stabilita' morale del Paese''.

Per contro, mons. Fabian Marulanda, segretario generale dell'Episcopato colombiano, ha sottolineato che la Corte

''ha preso una decisione corretta nell'ambito dei principi di rispetto e della non discriminazione degli omosessuali'',

pur se ha avvertito che

''per la Chiesa e' importante che le coppie di fatto dello stesso sesso non ottengano gli stessi diritti dei matrimoni eterosessuali'',

cosi' come si opporra' strenuamente ad una eventuale possibilita' che possano adottare dei bambini.

Il tema, per altro, e' da tempo motivo di dibattito politico. In effetti il Parlamento ha all'esame un progetto di legge con il quale, tra l'altro, oltre ai diritti patrimoniali per le coppie gay, si stabilisce che i loro membri possano usufruire anche della sicurezza sociale. Il progetto e' gia' stato approvato dal Senato e, secondo un'inchiesta effettuata dal quotidiano 'El Tiempo' tra i deputati, dovrebbe accadere lo stesso anche alla Camera, dove sono previsti due dibattiti. D'altra parte non e' il solo passo avanti dei gay colombiani: lo scorso dicembre, per la prima volta nella storia del Paese, il travestito William Navarro, o meglio Diana come si fa chiamare, e' stato eletto come membro della Direzione nazionale del Polo democratico alternativo (Prd), un partito di sinistra di cui e' affiliato come leader della corrente Polo in rosa.

Fonte: Ansa

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