Lituania contro i gay: la Presidente e l'Europa vigilano


Questa signora con una cofana bionda sulla testa è la Presidente della Lituania, Dalia Grybauskaitė, e rappresenta uno dei paletti democratici che ancora difendono i gay nel paese baltico. Il Parlamento infatti ha già votato in prima lettura (31 favorevoli, 7 contrari e il resto dei 141 astenuti o non votanti) un emendamento di legge che proibisce "la pubblica promozione delle relazioni omosessuali".

Con questa nuova legge sarebbe punibile con una multa il Gay Pride e qualsiasi campagna per l'uguaglianza delle persone omosessuali. Per questo motivo il gruppo dei liberaldemocratici (Alde) al Parlamento europeo ha scritto al commissario Viviane Reding per chiederle di esprimere l'opposizione dell'Unione Europea a questo progetto.

La legge emendata, infatti, colpirebbe la libertà di espressione e punirebbe una minoranza, il tutto in spregio dei Trattati e delle leggi europee. Ma anche dentro la Lituania c'è opposizione a questa iniziativa, a partire da quella della Presidente (conservatrice) Dalia Grybauskaitė: a sua dire questa proposta danneggia la Lituania e dà del paese un'immagine omofoba e aggressiva.

Non possiamo violare i diritti umani. La criminalizzazione di aspetti come questi non è consentita.

Le daranno retta?

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