A casa di Paola. Don Mazzi: la voce rara della Chiesa che apprezza le storie Lgbt?

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Facendo zapping su Rai Uno, mi sono imbattuto nel programma "A casa di Paola", condotto da Paola Perego. Ospite della puntata, Enza, una transessuale che ha raccontato la sua storia personale. Morta la madre, si è trovato fin da piccolo a dover badare a casa e la famiglia. Abbandonata la scuola a causa della sua femminilità, lentamente ha poi deciso di intraprendere il percorso per cambiare sesso. Ha voluto raccontare la sua testimonianza nel programma per dire a tutti quelli che la conoscono la sua vera vita, stanca di nascondersi. Inoltre, ha voluto dimostrare che essere trans non è solo quello che riporta la cronaca nera e gli scandali del 'sottosuolo' della società italiana.

Ospite del programma ed opinionista era Don Mazzi. Già tremavo al pensiero di assistere al solito show di condanne e crociate verso un uomo diventato donna. E invece ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Enza ha raccontato la sua storia d'amore con un uomo che non riusciva ad accettarsi. Dopo essersi lasciati, la madre di lui, molto legata alla donna, continuava a chiamarla e chiederle spiegazioni, disperata. Così, la scelta di rivelarle il vero motivo della fine della sua relazione con suo figlio. Scoperta la verità, è stata accettata ma il problema non è cambiato, ma solo peggiorato. L'uomo è entrato ancora più in crisi e ora la odia con tutto se stesso.

E Don Mazzi non solo non l'ha attaccata, ma ha ammesso di sentirsi coinvolto da questa storia. Comprende il dolore della donna che ha di fronte e ripete più volte che si deve entrare nella vicenda singola e personale, prima di giudicare. Con umiltà sottolinea come anche il Vangelo suggerisca le sue parole, nonostante la Chiesa cerchi sempre di evitare un qualsiasi confronto con queste storie. E alla domanda della Perego: "Come si comporterebbe Dio con lei?", Don Mazzi ha sorriso e ha risposto:

"La abbraccerebbe e la vorrebbe accanto a sè, sicuramente. E, visto il peso della sofferenza che ha avuto, magari anche più di quanto vorrebbe me vicino"

Ecco un modo civile di fare televisione e di parlare con la voce della religione.

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