Cei all'attacco: crisi della famiglia? Colpa del fisco e dei gay

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In qualche modo dobbiamo essere tirati in mezzo oppure non si arriva a fine giornata con la gioia di aver nuovamente attaccato i gay. È un dato di fatto ormai. Ma se vi sentite in pace con voi stessi per quello che siete, bene, miei cari lettori, vi sbagliate. Perché è colpa vostra (e del fisco) se in Italia, la famiglia sta subendo una forte crisi. Ecco le esatte parole rilasciate dalla Chiesa cattolica:

"La famiglia, a un tempo, è forte e fragile. La sua debolezza non deriva solo da motivi interni alla vita della coppia e al rapporto tra genitori e figli. Molto più pesanti sono i condizionamenti esterni: il sostegno inadeguato al desiderio di maternità e paternità, pur a fronte del grave problema demografico; la difficoltà a conciliare l’impegno lavorativo con la vita familiare, a prendersi cura dei soggetti più deboli, a costruire rapporti sereni in condizioni abitative e urbanistiche sfavorevoli. A ciò si aggiunga il numero crescente delle convivenze di fatto, delle separazioni coniugali e dei divorzi, come pure gli ostacoli di un quadro economico, fiscale e sociale che disincentiva la procreazione. Non si possono trascurare, tra i fattori destabilizzanti, il diffondersi di stili di vita che rifuggono dalla creazione di legami affettivi stabili e i tentativi di equiparare alla famiglia forme di convivenza tra persone dello stesso sesso. La Chiesa, pertanto, si impegna a sostenere i genitori nel loro ruolo di educatori, promuovendone la competenza mediante corsi di formazione, incontri, gruppi di confronto e di mutuo sostegno"

La solita storia, insomma. I nostri legami affettivi sono instabili e si cerca di paragonare due gay che vivono insieme al concetto di famiglia. Non capisco questo come possa influenzare una famiglia, ma non è la prima volta che certi concetti mi stupiscono. Qual è il problema? Se due persone dello stesso sesso vivono insieme e si considerano una famiglia mandano forse onde magnetiche ai vicini di casa sposati e con pargoli? Oppure il solo legittimare il concetto creerebbe crisi all'interno della vita di relazione tra un uomo e una donna? È rischio di aumentare la percentuale di uomini sposati che vanno a letto con altri maschi oppure un (solito) attacco gratuito senza capo né coda?

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