Russia condannata per aver vietato a Mosca il Gay Pride per anni

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"Comportamento discriminatorio nei confronti degli omosessuali". Questa la motivazione con la quale, la Corte europea dei Diritti dell'uomo ha condannato la Russia. Per anni era stata infatti vietata la manifestazione dell'orgoglio gay, provocando scandalo, polemiche e risse. Ma il sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, era irremovibile, anzi, ogni occasione era buona per esprimere il proprio sdegno nei confronti degli omosessuali, paragonati al demonio. Infine, la scusa ufficiale era sempre la solita ipocrisia:

"Per tutelare l'ordine pubblico, la salute, la morale e i diritti di libertà degli altri, oltre che per prevenire disordini"

I gay fuori dalle balle solo per questa ragione. Poi se non era sufficiente, arrivava la polizia con repressioni violente contro coloro che non erano disposti a subire e cercavano di manifestare comunque. Violenza che purtroppo ci è ben nota. Ma da adesso, non sarà più possibile impedire ai gay di scendere in piazza, dal momento che la Russia è comunque membro del consiglio d'Europa e deve quindi sottostare ai vincoli della Convenzione. Per questi tre anni di silenzio obbligato, dovranno anche pagare una multa di 29,510 euro,a titolo di risarcimento processuale e spese.

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