Padre gay non può essere guida negli Scout: costretto ad andarsene

boy scout omofobia Il padre di un ragazzino di 9 anni è stato 'costretto' a lasciare il proprio ruolo di capo guida negli Scout perchè gay. Tutto questo è avvenuto a Dallas dove Jon Langbert, dichiaratamente omosessuale, collaborava con il gruppo, a tal punto da ricevere in omaggio l'uniforme con scritto "leader", da indossare durante la raccolta fondi. Tuttavia, la 'promozione' non è durata molto. Altri padri si sono lamentati con lui perchè gay e hanno preteso che si togliesse la maglietta, abbandonando anche il ruolo di capo. Gli scout, infatti, non permettono agli atei o ai gay di avere posizioni di comando all'interno del loro gruppo. E' lo stesso Langbert a raccontare la vicenda a WFAA-TV:

"Mi ha fatto sentire terribilmente male pensare all'effetto devastante che avrebbe avuto su mio figlio, il vedere suo padre privato del suo ruolo di leader. Mi sono commosso, ho pianto"

Ovviamente il gruppo The Scout Circle Ten ha subito specificato che l'uomo non era mai stato registrato ufficialmente come 'leader' e che il problema non sarebbe nato se l'uomo non avesse nascosto la sua omosessualità, dettaglio privato che non viene mai domandato apertamente. Il direttore delle pubbliche relazioni dei Boy Scout d'America ha poi aggiunto:

"Noi ci concentriamo sulla nostra missione che è quella di prendere giovani persone e prepararle per una eccezionale vita da adulto. E' così. Questa è la nostra politica. E la nostra politica non accetta come capo chi afferma di essere omosessuale"

Langbert ha anche ammesso che gli è stato detto che avrebbe potuto continuare ad essere volontario presso di loro, ma ad un livello inferiore. Suo figlio ha lasciato immediatamente i boy scout una volta resosi conto della discriminazione avvenuta.

Alla faccia dei bei valori...

Via | Cnn

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