In Messico si celebrano messe in onore dei santi gay

I santi gay Sergio e Bacco

Vi ricordate di mons. José Raúl Vera López, vescovo di Saltillo, in Messico, che è a favore dei gay e del matrimonio fra persone dello stesso sesso? Le sue non sono solo dichiarazioni di circostanza ma si traducono anche in pratica. Così con il dichiarato obiettivo di promuovere l'uguaglianza e il rispetto tra i fedeli e nella società in genere, la diocesi di Saltillo ha celebrato una messa in onore dei santi gay, proponendoli come esempio per i fedeli.

In particolare la celebrazione è avvenuta per ricordare i santi Sergio e Bacco (in apertura di post una loro immagine secondo Rick Herold), soldati omosessuali dell'Impero romano e uccisi in odio alla fede perché cristiani. Stando agli storici (si veda, per esempio, il classico studio di John Boswell, The Marriage of Likeness. Same-Sex Union in Premodern Europe) la relazione tra Sergio e Bacco sarebbe stata quella fra due amanti, il che indica che agli inizi del cristianesimo c'era tolleranza nei confronti dell'omosessualità. Sergio e Bacco non sono i soli, ma possiamo aggiungere Nearco e Poliuto, Filippo e Bartolomeo, Giorgio e Demetrio, Felicita e Perpetua e c'è anche chi legge una relazione lesbica nella storia biblica di Rut e Noemi, oltre che in quella tra Davide e Gionata.

“Questo ci fa pensare – ha detto padre Robert Cougan, nel corso della messa – che Dio non è separato dalla comunità gay, ma cammina mano nella mano con gli omosessuali da tempo immemorabile, come si evince dalla storia di Rut e Noemi, di Gionata e Davide nell'Antico Testamento. Sempre è stato con noi e possiamo continuare a servire Dio e il prossimo indipendentemente dal nostro orientamento sessuale”.

Oggi Sergio e Bacco sono considerati patroni della comunità omosessuale presso gli ortodossi, mentre nel mondo cattolico si considera Sebastiano come santo protettore dei gay. Se può interessare, a Roma, nel rione Monti, c'è la chiesa dei Santi Sergio e Bacco degli Ucraini.

Sarebbe interessante se le chiese, in genere, guardassero un po' indietro alla propria storia per considerare chi erano i primi cristiani. E, ancora più proficuo sarebbe se le chiese si guardassero dentro per poter fare un serio esame di coscienza e agire di conseguenza.

Foto | AmbienteG

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