Le prime reazioni su DiCo dal movimento

Mentre in tv non si parla d'altro (ieri sera puntata dedicata a Porta a Porta in cui la Bindi è sembrata più di sinistra del solito e a favore delle coppie gay se confrontato al suo interlocutore Alemanno, e la coppia gay di Padova è stata dir poco silenziosa e inesistente), riceviamo e con piacere condividiamo con voi il primo comunicato divulgato dal Cassero di Bologna sul ddl sulle unioni di fatto. Le reazioni del movimento ci sembrano commentare meglio di tutti quelle che sono le impressioni di coloro ai quali questa legge è particolarmente indirizzata.

DALLA CULLA DEL MOVIMENTO OMOSESSUALE ITALIANO: QUESTA NON E’ LA NOSTRA LEGGE

“Non accettiamo questo compromesso al ribasso dopo vent’anni di lotte. Mobilitazione permanente durante tutto l’iter parlamentale”

Forte delusione e rabbia a Bologna. Nella culla del movimento omosessuale italiano lo sdegno per il decreto legge appena partorito dal governo è cocente. ‘Il Cassero’, la più consistente realtà gay e lesbica italiana, venticinque anni di militanza alle spalle e 16.000 soci all’attivo, non accetta questa mediazione al ribasso e non tarda a manifestare il proprio scontento.

“Questa non è la legge per la quale ci siamo battuti per vent’anni” - dichiara il Direttivo del circolo bolognese - . “Il mancato riconoscimento pubblico delle coppie di fatto tramite l’istituzione del registro delle unioni civili si è infatti trasformato in uno svilente e clericale accertamento anagrafico. La delega per la regolamentazione della reversibilità della pensione ad un eventuale disegno di legge successivo, e l’acceso ai diritti regolati dal decreto unicamente dopo molti anni, configurano il carattere di una legge che sarà in gran parte inutilizzabile”.

“Dopo anni di promesse non possiamo accontentarci di briciole legislative. Non condividiamo il motto per cui poco è meglio di niente: i PACS rappresentavano già la più bassa mediazione che potessimo accettare. Annunciamo una mobilitazione nazionale permanente in tutte le città d’Italia durante tutto l’iter di discussione parlamentare. Bologna farà sentire la sua voce a partire dal 14 febbraio, alle ore 18.00 in Piazza del Nettuno, in una manifestazione che griderà l’inevitabile urgenza del miglioramento del testo di legge”.

Noi siamo indecisi se sia meglio far passare intanto questa legge sperando che sia solo un inizio, ma con il terrore che invece ci si adagi su questa e non ce ne siano altre (conoscendo questo paese), oppure che questa non venga approvata dandoci così la possibilità di riscriverne un'altra. L'insoddisfazione comunque resta generale. Ma ci siamo noi fatti sentire abbastanza?

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