Ex presidenti gay: erano Colombo, Rumor e Merzagora?


Ancora una volta - ora è toccato a Mina - qualcuno ci ha ricordato che Nichi Vendola, qualora mai diventasse presidente del Consiglio, non sarebbe il primo omosessuale a capo del governo italiano. Per un attimo mettiamo da parte il presidente della Puglia e il fatto che la sua omosessualità è ben nota e dichiarata - nonché vissuta apertamente e in pubblico - mentre quella dei suoi eventuali predecessori, anche ammesso che ci fosse, era nascosta.

Ma chi erano - se ce n'è stato più d'uno - questi presidenti del Consiglio omosessuali del passato? In molti pensiamo spesso a Emilio Colombo, di cui si è sempre un po' spettegolato, ancor di più dopo che qualche anno fa - per scagionare la sua guardia del corpo - ammise l'uso di cocaina "per motivi terapeutici".

Spesso Franco Grillini, figura storica del movimento lgbt, ha lasciato intendere che ci fossero altri nomi e che prima o poi li avrebbe fatti. Qualche tempo fa, ospite di una trasmissione televisiva, indicò altri due personaggi, Mariano Rumor, democristiano, più volte presidente del Consiglio, e Cesare Merzagora, mai iscritto ad alcun partito, spesso ministro e presidente del Senato dal 1953 al 1967: nel 1964, in seguito alle dimissioni di Antonio Segni dalla Presidenza della Repubblica, fece funzioni di capo dello Stato.

Di Rumor si chiacchiera ogni tanto, mentre Merzagora è della lista in quanto spesso si dice che avemmo anche un gay che ricoprì il ruolo di Presidente della Repubblica supplente. Ma in questo caso si potrebbe anche pensare a Giovanni Spadolini, che per un brevissimo periodo dal 28 aprile al 25 maggio 1992, da quando cioè Cossiga si dimise da Presidente e fino all'elezione di Oscar Luigi Scalfaro.

In tutti questi casi comunque si parla di uomini che mantennero un riserbo strettissimo sulle loro vite private, sulle quali nessuno a quell'epoca si sognò di indagare o chiacchierare sui giornali: i pettegolezzi erano ristretti all'ambito politico. Con Nichi Vendola, invece, è successo qualcosa di più e di meglio: un uomo politico con pregi e difetti (ognuno lo giudichi come vuole, per me pesano di più le sue qualità e i suoi risultati) eletto per due volte (senza contare le primarie) presidente di una grande Regione del Sud Italia, nonostante le campagne a volte persino offensive che facevano riferimento al suo orientamento sessuale.

Un modello positivo e di successo per tanti ragazzini e adolescenti, che vedono un uomo gay emergere per le sue qualità e non essere ridotto a ripetere per l'ennesima volta il cliché del gay buono come barboncino da salotto.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: