In Italia ci sono molti soldati e generali gay

In Italia ci sono molti soldati e generali gay

"Nell’esercito italiano resiste il mito del macho, uomo d’uro tutto di un pezzo, ma nella mia lunga carriera ho riscontrato moltissimi gay a tutti livelli, anche fra i vertici come i generali. Alcuni generali hanno promosso i loro favoriti e agevolato la loro carriera. Ma intendiamoci, il favoritismo non ha colore né sesso: lo stesso accade con generali che hanno promosso soldatesse con le quali avevano una relazione. Favoritismo e paternalismo sono una delle cose più brutte che ci possono essere in qualsiasi contesto"

Incredibile ma vero. In questo caso non c'è stata la classica frase “In tutta la mia carriera non ho mai incontrato un omosessuale con la divisa, e ne ho incontrati tanti eh!”. A parlare, invece, di soldati e generali omosessuali non è uno qualsiasi ma Fabio Mini (foto), già Capo di Stato maggiore del Comando Nato delle forze alleate Sud Europa.

Poi si apre a interessanti questioni sul mantenere il segreto da parte dei soldati gay, nonostante in Italia non sia in vigore la tanto discussa 'Don't Ask Don't Tell':

"Un soldato o un generale potrebbero anche dichiarare la propria omosessualità, ma probabilmente non avrebbe le stesse chance di carriera di un gay non dichiarato, perché nelle forze armate la mentalità è ancora molto chiusa e ristretta. Non vedo nulla di strano nel fatto che la gente lo nasconda"

Parole oneste ma, purtroppo, dal retrogusto amaro. L'ambiente militare è ancora chiuso, limitato ad accettare al proprio interno persone che hanno una palese omosessualità e non è considerato strano che venga nascosto da tutti. Forse non strano, ma triste lo è comunque.

Ma non è finita qui e si espone apertamente, sempre sulla questione delicata:

"Se nelle apposite commissioni di valutazione una informativa dice che un generale o un colonnello che deve essere promosso è gay, ma vive questa sua vita in modo normale, probabilmente non verrà penalizzato molto; ma un po’ si, dico la verità. Fra uno che vive in modo sobrio la propria omosessualità e uno che la ostenta, credo che il secondo potrebbe venire penalizzato. L’esercito ha un controllo molto stretto delle vite dei soldati, anche personale. Ma è un’esigenza di sicurezza necessario"

Quindi, il consiglio, tra le righe, è quello di continuare a nascondere la propria omosessualità, per non rischiare di essere ostacolati nella carriera. E l'esigenza di sicurezza che viene citato e che comprende questo famigerato 'controllo molto stretto delle vite dei soldati', perchè deve sempre danneggiare chi vive la propria sessualità troppo 'alla luce del sole'? La solita storia: nascondere e nascondersi per andare avanti.

Fonte | Klaus Davi via | RiverBlog

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