Roma: il vigile b(u)ono finto gay che fa arrestare le trans 'cattive' (e malate?)

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C'era una volta, una sera poco lontana nel tempo, un bel poliziotto che sembrava un principe azzurro. Alto, prestante, sexy ed affascinante, vestito in maniera accattivante per non destare sospetti. L'uomo decide di recarsi in zona lungotevere Vittoria, dove sono spesso presenti trans atte alla prostituzione.

E così, il principe azzurro (anche per colore di divisa...) spiega di essere un uomo deluso dalle sue ex fidanzate e di cercare svago con una trans, insieme ad altri amici (in realtà colleghi) Ma, una volta abbordate e salite in auto, le trans sono state condotte alla centrale. Sono state sanzionate e a quel punto, per evitare di essere anche espatriate, hanno ammesso di essere malate di Aids. E qui si è scatenato il polverone, per l'allarme contagi che pare essere sempre più senza controllo. Fabrizio Santori, il presidente della Commissione Sicurezza urbana del Comune, ha così commentato la cosa:

"Il fatto che due trans per evitare di essere espulsi abbiano dichiarato di essere affetti dal virus dell'Hiv è un aspetto che merita attenzione. Tutto ciò, nella sua gravità, ci spinge più veementemente a reiterare al Parlamento la richiesta di approvazione di una legge che introduca il reato di prostituzione e, allo stesso tempo, a rinnovare l'appello ai clienti di prostitute e trans per evitare questi rapporti sessuali che, oltre al fatto che scaturiscono da un'attività illecita, rischiano seriamente di mettere in pericolo la salute propria e quella di mogli o fidanzate, ignare delle frequentazioni"

E, provocatoriamente, mi chiedo: perché non c'è stato lo stesso 'gioco di ruolo' anche in una zona frequentata da prostitute e non da persone transessuali? E se c'è stata, perché in quel caso nessun dato è emerso dalla retata? Una pura 'casualità'?

Via | Il Tempo

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