Alla quasi totalità degli abitanti di Santiago del Cile non piace vedere due gay che si baciano

Alla quasi totalità degli abitanti di Santiago del Cile non piace vedere due gay che si bacianoLa discriminazione può essere rappresentata da una piramide al contrario: viene riconosciuto un diritto in astratto, ma mano a mano che si analizzano situazioni concrete la piramide si restringe sempre più. Questa l'efficace immagine usata da Sergio España, presidente di Subjetiva, società ha realizzato uno studio sulla discriminazione verso l'omosessualità nella città di Santiago del Cile. I dati sono molto interessanti. Vediamoli da vicino.

Sebbene ci sia ampia convergenza che in Cile esista discriminazione verso gli omosessuali (il 77% la pensa così), solo il 46% degli abitanti di Santiago approva l'idea di una legge per l'unione civile tra persone dello stesso sesso e meno ancora – il 25% – è d'accordo con l'adozione da parte di gay.

Nella quotidianità, poi, l'atteggiamo dei santiaguini varia a seconda se si hanno figli o meno: l'89% delle persone senza figli inviterebbe a casa un gay o una lesbica con rispettivi partner, percentuale che scende al 69% nel caso in cui chi invita ha figli. All'82% degli abitanti di Santiago del Cile crea fastidio vedere una coppia gay che si bacia per strada o in luoghi pubblici e il 48% non tollera nemmen due persone dello stesso sesso che si tengono per mano. Infine, per il 25% l'omosessualità è una malattia, curabile certo, ma sempre una malattia.

I sondaggi son sondaggi, si sa, e bisogna dare loro la giusta importanza ma non ergerli a verità assoluta (in questo caso specifico, poi, il campione è relativamente basso: 417 persone ambosessi tra 18 e 75 anni). Eppure sono un utilissimo spaccato per vedere a che punto stanno le cose. E, a quanto pare, le “cose gay” per Santiago del Cile non stanno benissimo.

Foto | Flickr

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