Europride 2011. Polemiche tra gli esclusi e minacce da Militia Christi: "Lo impediremo"

Europride Roma 2011

Anche se mancano ancora otto mesi, la macchina organizzativa dell'Europride romano si è già messa in moto con un Europarty festaiolo sabato scorso al Teatro Tendastrisce, e la presentazione del progetto da parte del Circolo omosessuale Mario Mieli, membro di EPOA e assegnatario dell'evento.

I numeri sono da capogiro: un milione di persone attese per la sfilata che partirà dalla stazione Termini e si concluderà al Circo Massimo, passando per via Cavour, via dei Fori Imperiali, e costeggiando il Colosseo. Dieci giorni di eventi culturali, dibattiti, incontri, feste, concerti. Si partirà il 2 giugno, con la creazione di un centro storico Rainbow, che avrà il suo fulcro nel quartiere multietnico dell’Esquilino, in piazza Vittorio. Qui sarà, infatti, allestito un Europride Park, con stand dell’associazionismo, attività culturali e incontri. Il Teatro Sistina ospiterà la serata di gala, e altri teatri come l'Eliseo punteranno su lavori teatrali a tematica lgbtq e rassegne cinematografiche d'intesa con altri Festival Queer. Il Palazzo delle Esposizioni ospiterà alcune mostre di artisti italiani e stranieri. Intanto si stanno studiando accordi con altri teatri e spazi ricreativi interessati all'evento.

Quanto costerà tutto questo? Il Mario Mieli parla di mezzo milione di euro, ma da qui a giugno la lievitazione potrebbe portare la cifra a un milione se come, ad esempio, il sindaco di Roma Alemanno intenderà far pagare i servizi resi dalla città per i cortei ai loro stessi organizzatori. Per questo è partita la caccia agli sponsor pubblici e privati: compagnie aeree, hotel, ma anche una compagnia automobilistica italiana che ha contribuito a sponsorizzare il recente Pride di Madrid. Saranno scelti anche volti noti, cui verrà affidato il ruolo di padrini e madrine. Dalle istituzioni, sappiamo esserci contatti buoni con la Provincia, scarsi con la Regione e difficili con il Comune. I loro patrocini aiuterebbero a tornar di conti. Vedremo come si comporteranno Nicola Zingaretti, Renata Polverini e Gianni Alemanno.

L’Italia non ha leggi che tutelano la comunità Glbt - ha dichiarato lo svizzero Mark Chapman, presidente dell'EPOA detentore del marchio 'Europride' - . Spero che questo Europride possa portare al centro dell’agenda politica queste problematiche. Abbiamo fatto il punto sull’organizzazione e siamo convinti che sarà un momento splendido.

Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli, guarda anche oltre:

Non siamo davanti ad un evento romano, e non dobbiamo assolutamente pensarlo in questo modo. Questa è un’opportunità internazionale, un evento che può essere paragonato alle Olimpiadi. È una prova di buona amministrazione e di buona politica. L’Italia è stata scelta dall’Epoa anche per una questione di solidarietà internazionale. La situazione dei diritti, da noi, è deficitaria: siamo ai livelli della Grecia.

Intanto, tra circa un mese è prevista l’ apertura di un InfoPoint, che sarà anche negozio, nella Gay Street di via San Giovanni in Laterano. Si chiamerà 'Souvenir' e, oltre a fornire informazioni sull’evento, venderà gadget, libri e giocattoli. Diventerà un punto di riferimento permanente per la comunità.

Ma a lamentarsi sullo scarso coinvolgimento di altre sigle movimentiste è scesa in campo, Imma Battaglia, anima nobile del Gay Village e presidente di Di Gay Project:

Nel 1998 lavorai per far iscrivere il Mieli all’Epoa, l’ associazione che, ogni anno, designa l’organizzatore della sfilata. Mi ricordo che in quel periodo chiunque volesse contribuire all’organizzazione dell’evento era il benvenuto. Il punto di riferimento era il Mieli. Cercai anche di promuovere un comitato organizzatore allargato: ci fu una riunione, a Pisa, ma alla fine non se ne fece nulla. Da allora sono cambiate molte cose. Dopo dieci anni le associazioni sono aumentate, si sono diversificate: ci sono quelle sportive, delle famiglie, dei genitori, e così via. Per questo trovo assurdo che, ad oggi, nessuno ci abbia coinvolto o chiesto nulla a proposito di questo Europride. Serve un modello di partecipazione democratica. Costruiamolo insieme.

Che pesi ancora la divisione consumata all'ultimo Gay Pride romano, quando il Mieli si ritirò polemicamente dal comitato organizzatore? Pare proprio di sì anche se la stessa Praitano smorza ogni polemica:

Le altre associazioni saranno coinvolte a diversi livelli. Ci sarà la parte politica e poi quella organizzativa. È chiaro che cercheremo di coinvolgere il movimento italiano.Questo sarà un banco di prova importante, per tutto il movimento. Tutti gli attori coinvolti dovranno dimostrare di essere responsabili.

Così, mentre le diaspore restano ancora sul campo, nella speranza che si arrivi quanto meno ad una tregua, il Movimento politico cattolico ‘Militia Christi, lancia strali contro l'Europride, facendo da ouverture a future polemiche clericali che intendono Roma come loro e unica città, così vicina al Vaticano da non poter essere terreno di visibilità e incontri da parte della nostra comunità. Porta Pia gli ha fatto un baffo! Tuonano:

È notizia del giorno che la città di Roma ospiterà, il prossimo Giugno 2011, l'Euro Pride, il vergognoso appuntamento che vedrà sfilare per le strade della Capitale un massiccio corteo di associazioni omosessuali, che porteranno con loro le rivendicazioni di inesistenti ‘ diritti’, comprese le richieste di adozioni di bambini, con tutta la ‘ coreografia’ di offese al Santo Padre e alla Chiesa. Il Movimento politico cattolico ‘ Militi Christi’, fin d’ ora, si adopererà con ogni mezzo moralmente lecito per impedire che un evento del genere si possa realizzare sul suolo di Roma, impegnandosi a coinvolgere i consiglieri dei vari Municipi di Roma, in primis il ‘ I Municipio’, e lo stesso Campidoglio. Il Movimento, certo che il buonsenso prevarrà sulle pressioni ideologiche, ricorda che manifestazioni del genere, non solo non sono espressione di vera libertà, ma sono altamente offensive della Fede, e contrarie al patrimonio spirituale, culturale e umano del popolo di Roma.

A rispondere, tra i primi, alla violenza verbale degli esagitati oltranzisti cattolici, il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo.

Le dichiarazioni di ‘Militia Christi’ sono deliranti e inaccettabili: l’Europride in programma il prossimo anno nella Capitale mostrerà in modo chiaro che i romani e gli italiani vogliono diritti e uguaglianza per tutti i cittadini. A provocazioni di questo tipo la comunità lesbica gay e trans risponderà unita e determinata con un grande appuntamento internazionale che vuole aprire una nuova fase di cambiamento per il Paese.

Per Imma Battaglia, torna il discorso della partecipazione collettiva.

Respingo decisamente le dichiarazioni di Militia Christi che vuole impedire lo svolgimento dell’Europride a Roma nel 2011. Ci sono modi di essere violenti anche nei contenuti e nei messaggi che vanno decisamente evitati e se espressi censurati. Queste prese di posizione ideologiche e fondamentaliste tra l’altro contribuiscono a far vincere le ideologie anche nei pride – continua Battaglia –. Anche per questo c’è bisogno che l’ organizzazione dell’Europride a Roma veda la più ampia partecipazione possibile di associazioni e realtà gay e trans e che l’Europride nasca all’ insegna non dell’ esclusione e dei monopoli ma della più ampia partecipazione democratica. L’ omofobia si combatte con l’ unità, i diritti si conquistano con la democrazia. In ogni caso, se vogliamo sdrammatizzare, possiamo dire che Militia Christi pone le basi perché l’Europride abbia una forte campagna pubblicitaria che nel 2000 portò in piazza un milione di persone.

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