Renato Zero è stanco che gli si chieda sempre dei suoi amori maschili

Renato Zero è stanco che gli si chieda sempre dei suoi amori maschili

Tra qualche giorno – il 30 di questo mese, per la precisione – Renato Zero compirà sessant'anni. Auguri. Per l'occasione Aldo Cazzullo lo ha intervistato (e, credo, le interviste a Zero pulluleranno in questi giorni). Il Corriere della Sera, nel pubblicare l'intervista, così titola:

“Le piume, le fidanzate, lo zio comunista. I miei 60 anni di scandali e amori. Renato Zero: storie con uomini? Lo svelerò presto in una canzone”

Se il buongiorno si vede dal mattino, quindi, possiamo già pregustare il contenuto dell'intervista. Dopo un sibillino: “Ogni tanto un ragazzo scappava di casa e la polizia veniva alle 5 del mattino a cercarlo nel mio letto”, la lode sperticata di papi e preti (“Vado a messa dai sacerdoti che stimo, come padre Augusto Matrullo, il rettore della basilica dei santi Giovanni e Paolo a Roma: è stato lui a benedire l’urna di Marcella, il portiere del Piper, che aveva scelto di diventare donna”) e i suoi amori (“Enrica Bonaccorti è stato un lungo viaggio affettivo insieme. Poi c’è stata Lucy Morante”), la domanda sull'omosessualità – anzi, sugli amori maschili – è d'obbligo:

Amori maschili?
Presto uscirà una canzone in cui risponderò definitivamente a questa domanda, che mi ha stancato. Ognuno si curi il proprio orto, lasci aperta la porta, non si chiuda gli orizzonti, non si appiccichi da sé etichette che la vita potrebbe smentire. Non mettiamo limiti alla provvidenza. Conosco uomini con quattro figli che la sera si truccano pesante e vanno al Colle Oppio sui tacchi a spillo. L’importante è essere sempre aperti all’amore. Pensare solo al tuo benessere fa di te un miserabile, o un benestante: condizioni cui non aspiro minimamente.

Mah, che aggiungere? Il gioco mi pare sempre quello: un artista, cioè, che per promuovere le proprie produzioni musicali allude alla sua aleatoria sessualità.

Foto | Panorama

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