In America i politici omofobi hanno spesso parenti omosessuali


L'ipocrisia in politica è un animale che corre a quattro zampe. Veloce. Così tanto da confondere. Qualcuno però riesce ad acciuffare l'animale e a metterlo alle corde. Negli Stati Uniti molti politici, maggiormente di destra, si allenano quotidianamente al disprezzo verso gay e lesbiche, sono omofobi duri e puri, e si capisce che per loro l'omosessualità è una devianza, un peccato, una vergogna. Almeno pubblicamente. Almeno fino a quando non vengono pizzicati nei bagni aeroportuali a cercare sesso, o in giro vacanza con un bell'escort. Omofobi in pubblico, omosessuali in privato. È capitato a tanti: al repubblicano Larry Craig arrestato nei cessi dell'aeroporto internazionale di Minneapolis intento a 'conquistarsi' un poliziotto in borghese; a Mark Foley, scoperto a inviare messaggi messaggi sessualmente espliciti anche a dei minori; a tantissimi altri, tutti paladini della morale, tutti consacrati al motto: "Dio, Patria Famiglia". Senza dimenticare i tanti predicatori con la Bibbia tra le mani, l'omofobia, il razzismo e la xenofobia nell'altra. Fece scalpore mesi fa la vicenda del dottor George Rekers neuropsichiatria tanto affermato quanto omofobo dichiarato, fotografato a spupazzarsi un giovanissimo escort.

Ma c'è un'altra categoria di politici che vivono il loro mandato elettorale battendosi contro i diritti omosessuali, dimentichi che nelle loro famiglie ci sono omosessuali. Spesso fanno di tutto per mantenere intatti gli scheletri negli armadi; qualche volta cercano di uscirsene da quel magma confermando entrambe le cose: che hanno parenti omosessuali e che la loro battaglia moralizzatrice non subirà cambiamenti. È successo all'ex vice presidente Usa, Dick Cheney, che negli anni dell'amministrazione Bush non riuscì a frenare l'indomita figlia apertamente lesbica e finì per capitolare tra il generale imbarazzo suo e della Casa Bianca. Un altro, Alan Keyes, pluricandidato alla presidenza degli Stati Uniti, fece di peggio. Ultraconservatore e feroce avversario degli omosessuali, nel 2005, sbattè fuori di casa la figlia Maya dopo che questa, a vent'anni, si era dichiarata lesbica.

Secondo il sito Gawker che fa un po' le pulci a questo genere di politici ipocriti e omofobi, la questione non è irrilevante, proprio perché si parla di persone che amministrano la cosa pubblica. Karl Rove, un altro 'potente' ai tempi dell'amministrazione Bush, si spinse persino a ignorare l'omosessualità del padre, a cancellarla e a far pensare pubblicamente che il divorzio con la madre era dovuto ad altro. Di certo un po' i politici omofobi americani sembrano fotocopia di nostrani politici, anche loro omofobi, pizzicati poi a far sesso con transessuali e gay. Arcigni difensori della morale, dei valori tradizionali, che spendono le ore notturne a caccia di brividi sessuali. Anzi, omosessuali.

Foto | Gawker

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