E Vendola tirò fuori la storia del premier gay. Ma non è stato il solo.

A ben vederla è una vecchia storia. Nel 2007, Franco Grillini, nel libro intervista di Claudio Sabelli Fioretti: "Gay molti modi per dire ti amo" (Aliberti editore), proprio in chiusura, raccontò di quando nel '91 una delegazione di Arcigay di cui faceva parte venne ricevuta al Quirinale da Francesco Cossiga. Alla domanda: "Prima o poi avremo un Presidente della Repubblica gay?", Grillini risponde: "Se è per questo, c'è già stato". Chi? Bocca cucita. Oggi su tutti i giornali, il nostro amato Nichi Vendola, fondatore di Sel, presidente della Regione Puglia, parla di un premier, di qualche passata legislatura, che ha governato in odore di omosessualità. Lo ha fatto in una intervista alle Iene che andrà in onda su Italia 1 domani sera. L'unico sibillino dettaglio: era democristiano, quando di democristiani al governo ne succedevano a iosa. Inutile quindi andare oltre.

A gennaio di quest'anno, intervistato da Klaus Davi, anche il direttore della rete satellitare di viaggi "Marcopolo" (Gruppo Sitcom), Alessandro Cecchi Paone, ha trattato la medesima questione. Doppiando persino Vendola. A Klaus che gli dice: "Tutti dicono che Rumor fosse gay" (Mariano Rumor 1915-1990, per cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri fra il 1968 e il 1974 ndr.), Cecchi Paone risponde:

Abbiamo avuto sicuramente due Presidenti del Consiglio che erano omosessuali e nessuno ha mai detto nulla. Uno è morto, l'altro è ancora vivo.

Le iniziali del deceduto?
MR.

Mariano Rumor?, chiede Klaus Davi.
MR, ripete Alessandro Cecchi Paone.

Sempre Francesco Cossiga, intervistato per La Stampa da Klaus Davi, entra anche lui nel merito.Vale la pena rileggersi qualche stralcio di quella intervista.

La Dc non era anti-gay?
Assolutamente! Bisogna tener presente che la Dc faceva parte della società italiana erede di una porosissima morale, quella laica che era più rigida di quella cattolica. Quindi è falso accusare la Dc di oscurantismo. Ai miei tempi, nessuno avrebbe sbarrato la strada agli omosessuali, sarebbe stato scomposto e intollerabile. Era una questione di rispetto e di silenzio.

Quindi i gay riuscivano a fare carriera nella Dc?
Altroché. I gay nella Dc facevano una straordinaria carriera. Nessuno, ribadisco, si sarebbe permesso di farne un problema.

Qualche nome, ad esempio Mariano Rumor o Toni Bisaglia?
Niente nomi, come allora non mi permetto di sollevare veli ma posso affermare che parliamo di persone che hanno fatto tranquillamente la loro ascesa a livelli di poco inferiori al mio.

Quindi anche Presidenti del Consiglio?
No Comment!

Per non far torto a nessuno, anche il ferreo finiano Italo Bocchino, il 15 aprile scorso, proprio prendendo a prestito la discussione su un eventuale premier gay, dichiarò ai microfoni dell'Alfonso Signorini Show di Radio Montecarlo:

Ci può essere un Premier Gay. Sono contrario ad ogni forma di discriminazione per orientamento sessuale. In passato, abbiamo già avuto un Premier omosessuale mai dichiarato. Non ho mai detto meglio gay che leghisti. Dico solo che non possiamo avere un Premier leghista perché rappresenterebbe solo una parte del Paese.

Qualcuno, però, qualche nome lo fa. Sul suo Facebook, Mario Adinolfi, racconta di aver ricevuto un approccio "molto pesante da cui sfuggii non senza fatica". Il nome? Emilio Colombo, Presidente del Consiglio dei ministri nel periodo 6 agosto 1970 – 17 febbraio 1972.

Chi altri? Si attendono testimonianze.

Insomma, quella di Vendola è una ripetizione? E allora, perché tanto clamore?

È probabile che, senza accorgercene, sia iniziata la campagna elettorale, lunga, lunghissima, come oramai siamo abituati. L'Italia si sta rendendo conto che un bravo amministratore della cosa pubblica, gay e con l'orecchino, vuol candidarsi a governare il Paese. Ha nemici a destra e a sinistra, ma a destra e sinistra si sono accorti che la gente ama questo poeta politico, piace ascoltarlo, dice cose sensate a cui non ci eravamo più abituati. E fa clamore persino una cosa detta da altri tanti.

Finita questa discussione se ne aprirà un'altra: ha un orecchino. Che scandalo! Presentarsi alla Casa Bianca con quell'orpello? Andare ai G8 o 10 o 2 con l'orecchino? Non sia mai. Quanta ipocrisia e stupidità.

Nei prossimi giorni, l'ottima penna di Molaschi ci racconterà quanti premier, sindaci e amministratori pubblici, governano in giro per il mondo, città e governi. Sono stati eletti sapendo della loro omosessualità e persino dei loro vezzi. Governano nel più assoluto rigore e onestà.

Non so chi sia stato il premier o Presidente della Repubblica italiani gay. So che potremmo avere la splendida sorpresa di averne uno. Dichiaratamente omosessuale. Si chiama Nichi Vendola.

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