Io canto... ma non voglio trans vicino ai bambini

io canto trans

Ecco la vera discriminazione italiana: mostrarsi aperti verso il pubblico, verso le minoranze, nei confronti di gay, trans e lesbiche. Del resto è bello mettere un gay al Grande Fratello, una lesbica nell'edizione precedente e anche un trans (donna diventata uomo). Non è simbolo di una grande apertura mentale? Tutto questo però davanti alle telecamere.

Dietro, invece, non c'è spazio per una trans come truccatrice in un programma prime time di Canale 5. Parlo di Io canto, condotto da Gerry Scotti, con tanti bambini che cantano belle canzoni in un programma ad alto tasso di buonismo e nobili sentimenti. Ma una donna, nata uomo, è stata allontanata e destinata ad un'altra produzione Mediaset. Queste le sue parole a Libero:

"Ho già lavorato con i bambini, sono una persona sobria e non vado in giro con piume e parrucche. Ho lavorato tantissimo con loro. Ho truccato i bimbi cantanti della scorsa edizione di Io Canto quando erano ospiti di Verissimo. Sa, per coprire i brufoletti e altro. E poi anche quelli che andavano a Pomeriggio Cinque. Insomma, nessun bambino si è mai lamentato, né i loro genitori. Finora. Non si può piacere a tutti, non è un problema: mi basta che si sappia però cosa succede oggi, nel 2010. Bisogna far capire che la sessualità non influisce sulla professionalità. È squallido usare i bambini come scusa: l’Italia, a quanto pare, non è preparata per il diverso"

Ecco quello che si dice parlare chiaro ed esprimere giusti concetti.

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