All'asta missive amorose di Oscar Wilde a un giornalista

Una collezione di cinque missive autografe inedite dello scrittore, poeta, drammaturgo irlandese Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900), condannato a dura galera per omosessualità nell'era vittoriana, saranno battute all'asta dalla casa Banfords a Derby, deliziosa città dell'East Midlands. Prezzo stimato: 10 mila sterline. Destinatario di quelle epistole, intrise di velata passione amorosa, Alsager Richard Vian, editore giornalista della rivista Court and Society Review.

Siamo intorno al 1887, la turbolenta relazione amorosa con Lord Alfred Douglas, è ancora da venire. Wilde scrive a Vian per consigliare qualche pubblicazione, per dare al giovane qualche dritta letteraria e fare affari comuni. Ma la cocente passione non gli nega di rivolgergli inviti personali a fine lettera:

“Sarò a casa domani pomeriggio, sarei così felice se passassi a prendere il tè [...] Dovremo passare una serata insieme a discutere del nostro articolo di giornale. [...[ Vieni a cenare da Pagani in Portland Street, venerdì alle 19.30. Non c’è bisogno del vestito da sera, ci saremo solo noi e un fiasco di vino italiano. Dopo fumeremo sigarette e parleremo dell’articolo di giornale, potremmo andare a casa tua, visto che io abito così lontano e nei club è difficile parlare. A giovedì, allora. Tutto ciò è sbagliato, non è vero? Tuo, Oscar Wilde.”

Nonostante l'omosessualità fosse a quei tempi bandita, Wilde non riesce a nascondere la passione per i ragazzi e si butta in avventure di amori tempestosi con molti rampolli delle famiglie più altolocate inglesi.

Come accade ad altri, anche questa storia con Alsager Richard Vian porterà fortuna e fama a lui e ai discendenti nel nome di Oscar Wilde. Le lettere infatti sono state finora tenute in cassaforte e di proprietà degli eredi dell'editore-giornalista che ora hanno deciso di venderle. Molti pensano che ricaveranno molto di più del prezzo stimato.

Alan Judd, specialista del dipartimento manoscritti della casa d'aste Bamfords, ha dichiarato che la raccolta di cinque lettere:

contribuisce a collocare altri pezzi nel puzzle delle tempestose relazioni di Oscar Wilde.

Di Alsager Vian si sa, tra l'altro, che nel 1891 si sposò e poi iniziò a lavorare al Dictionary of National Biography, monumentale opera per la quale scrisse molte biografie di illustri personaggi inglesi. Morì nel 1924. La raccolta epistolare è sempre rimasta di proprietà della famiglia Vian.

Queste nuove lettere sembrano raccontarci un nuovo pezzo di vita di Oscar Wilde, che delle passioni amorose si nutriva a sazietà, finché non incontrerà il suo più illustre amore, Lord Alfred Douglas. Il resto è storia.

Terminata l'orribile esperienza del carcere, il 19 maggio 1897, stremato e ammalato, Wilde abbandonerà l'Inghilterra. Vedrà ancora "Bosey", come prediligeva chiamarare Douglas, e insieme andranno a Napoli dove incontreranno anche la divina Eleonora Duse.

Altri viaggi, altri incontri. Fa una sosta a Genova nel cimitero di Staglieno dove si trovavano seppellite ai piedi di una collina le spoglie di Constance, sua moglie. Poi la Svizzera e nuovamente l'Italia. Infine Parigi dove completa The Ballad of Reading Gaol.

Wilde è povero e incapace di scrivere. Finisce i suoi giorni a Parigi, senza quattrini, circondato dall'affetto di molti vecchi e nuovi amici. Dice a Anna de Brémont:

Ho scritto quando non conoscevo la vita. Ora che so il senso della vita, non ho più niente da scrivere. La vita non può essere scritta: la vita si può soltanto vivere.

Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde, muore all'età di 46 anni, in in Rue des Beaux-Arts 13 a Parigi, alle ore 14.00 del 30 novembre 1900.

Dal 1909 le sue spoglie riposano al cimitero di Père Lachaise, sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge. Il trasporto avvenne a cura della signora Carew, madre di Sir Coleridge Kennard.

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