Se la Carfagna preferisce il Gay Pride al Primo Maggio

Oramai, salvo rare eccezioni, le feste settembrine dei partiti politici non hanno più nulla da invidiare alle sagre del cinghiale maremmano o a quella della coratella. Un passatempo che piace ai notabili della politica che ci si fiondano per obbligo di partito e una visibilità che non guasta mai. Si somigliano un po' tutte, che siano del Pdl, Pd o socialiste, con i ristoranti a prezzi sempre più esosi, lo gnocco fritto dai miasmi insopportabili, la lotteria e tombola per chi vuol trascorrere una serata.

Quelli del Pdl hanno fatto in fretta a imparare dalle decennali Feste dell'Unità, e qualche volta a superarle. A Roma, in una di queste kermesse battezzata Atreju, come uno dei protagonisti del fantastico Storia Infinita, i pidiellini hanno eretto una torre alta due metri dove, di volta in volta, facevano accomodare i protagonisti della politica. Una volta tanto il ministro Brunetta è riuscito a vedere il mondo dall'alto.

A partecipare al gioco della torre, anche quella gran simpatica della ministra Mara Carfagna che accomodatasi in alto, alla domanda se buttava giù dalla torre il Gay Pride o il Primo Maggio, non ha esitato e ha lanciato verso il suolo l'odiata Festa dei Lavoratori. Motivo? Quella festa è oramai diventata la festa dei sindacati.

E vabbé. Certo che dalla titolare del Ministero per le Pari Opportunità, qualche argomentazione più seria ce la si aspettava. No, si tiene il pesante mattoncino del Gay Pride per far ingelosire i sindacati e magari metterci contro il Primo Maggio.

Vero è che di burla festaiola si tratta, ma è pur vero che a far digerire certe discussioni sui diritti delle persone lgbtq, al ministro, bisogna faticare. E tanto.

Avrebbe avuto qualche applauso in più, e magari la nostra riconoscenza, se spiegava tranquillamente che il suo dicastero fa poco e vorrebbe fare di più per i cittadini lgbtq, uguali agli altri di fronte alla legge, e perché no di fronte ai diritti? Dire che i suoi cittadini lgbtq, a differenza degli altri cittadini europei e del resto del mondo civilizzato, non hanno pari dignità e magari anche la sua parte politica dovrebbe pensarci, visto che persino Brunetta s'è dato da fare a scrivere una legge per le coppie di fatto, quei famosi DiDoRe, che chissà che cavolo di fine ha fatto.

No, lei butta il mattoncino per screditare i sindacati, che oramai, con loro al governo, sono diventati inutili e di intralcio. Bastava a questo punto che al posto del Primo Maggio ci fosse stata un'altra opzione qualsiasi, che i presenti avrebbero visto il Gay Pride, frantumarsi miserevolmente al suolo.

Di certo, la Carfagna non la si vedrà mai ad un corteo del Primo Maggio. E si guarderà bene, magari a farla madrina, chissà, dall'osannare un Gay Pride. Dicono che una volta con i piedi nuovamente a terra, si sia disfatta celermente di quell'imbarazzante mattoncino.

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