Intervista esclusiva di Queerblog a Daniele Priori di GayLib: "Abbiamo anche iscritti vicini alle formazioni di estrema destra". E a Nichi Vendola dice...

Daniele PrioriA Mirabello, tra i tanti delusi del Pdl, tra coloro che intendevano seguire la nuova politica di una destra moderna dettata dal presidente della Camera Fini, vi era un esiguo ma agguerrito gruppetto di una associazione gay di destra liberale: GayLib. A guidarla, uno dei fondatori insieme ad Enrico Oliari, giornalista, uomo di cultura, amico fraterno di Massimo Consoli, padre del movimento omosessuale italiano, ma anche di Aldo Onorati, di uomini e donne della fervente cultura italiana. Non è facile, a pelle, giudicare Daniele Priori; poi lo conosci, ci parli e ti accorgi che ha molte più cose da dire di quelle che ti aspetti.

La sua, probabilmente, è una visione troppo realistica della politica di casa nostra; ma spesso arriva al nocciolo della questione chiedendoti a sorpresa, da avversario (politico s'intende) di condividere con lui quel poco di condivisibile che, nel percorso comune, diventa molto e necessario. Lo abbiamo incontrato, sicuri di far capire meglio ai nostri lettori cosa è oggi questa sua tenace creatura che è GayLib. E anche qualcos'altro.

Priori, che cosa è oggi GayLib, nelle intenzioni dell'associazione e nelle iniziative che intendete portare avanti?
GayLib è e rimane l'associazione dei gay liberali di centrodestra. Dall'Udc alla Lega a Forza Nuova, passando ovviamente per il Pdl e per questo oggetto ancora misterioso che è Futuro e Libertà che, non le nego, è particolarmente popolare ultimamente tra di noi... Tuttavia non ci crederà ma abbiamo iscritti addirittura vicini alle formazioni di estrema destra. Esistono anche loro, come ha testimoniato benissimo lo splendido e recente film Brotherhood. Ecco: GayLib è anche casa loro.

Daniele Priori - GayLib
Daniele Priori - GayLib
Daniele Priori - GayLib
Daniele Priori - GayLib

In tanti, a sinistra ma anche a destra, hanno rimproverato al capo di 'Futuro e Libertà', Gianfranco Fini di aver atteso troppo a rompere con il Pdl. Anche voi in fondo, speravate in un dialogo con un centrodestra che va a trans ma è omofobo e transfobico, che usa le donne come in un talk show, che dice no a qualsiasi diritto lgbtq.
Noi contiamo ancora di dialogare anche con il Popolo della Libertà che, mi permetta, non si può ridurre a una semplificazione banale come la sagoma tracciata dalle sue parole. Nel Popolo della Libertà sono rimaste persone assolutamente rispettabili, ancorché a loro volta critiche sui temi a noi più cari, come, tra gli altri, Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo, Alessandra Mussolini e soprattutto la cara ministro Mara Carfagna che, nonostante le malevole riduzioni giornalistiche, nell'ultimo anno si è sensibilmente avvicinata alle rivendicazioni gay.

Questo è vero, anche se poi rimane contraria a tanti istituti. Ad esempio il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Al matrimonio è contraria per una sua convinzione. Non possiamo colpevolizzarla per un'opinione. Contestualmente ha ribadito la necessità di concedere alle persone gay e alle coppie omoaffettive diritti ad oggi negati. Le assicuro e lo sa bene che anche prima del matrimonio vi sono tante altre forme di riconoscimento... Basta guardare le legislazioni di tutti i Paesi Ue, esclusi noi e la Grecia, per formarsi una valida idea sul campionario di possibilità.

Si parla da tempo di insanabili diaspore tra le sigle movimentiste lgbtq; molti vorrebbero una unica federazione che parli un linguaggio chiaro e da pari con la politica. Qual è la posizione di GayLib?
Noi diciamo da tempi non sospetti che la lotta gay dovrebbe essere declinata al pari delle rivendicazioni sindacali. Crediamo fortemente che di fronte alle istituzioni dovrebbe periodicamente formarsi una 'trojka' di persone autorevoli e riconosciute da tutta la comunità gay, lesbica e trans italiana, pronte e preparate ad affrontare tutti i tavoli istituzionali. Non so se poi è questa l'idea di federazione cui lei faceva riferimento. In ogni caso non le nego che, per quanto auspicabile, è davvero di difficile realizzazione.

Perché?
Perché nessuno purtroppo nel movimento lgbtq è pronto a legittimare e a sentirsi rappresentato da un altro, piuttosto che a fare un passo indietro. Con dieci gay insieme rischia di trovare undici associazioni. Peggio che con i liberali...

Affrontiamo la lotta all'omofobia. Avete incontrato il capo della Polizia, dottor Manganelli. Ci sono sviluppi dopo questi incontri per un lavoro serio e sinergico tra il Movimento e le forze dell'ordine?
Come saprà dopo quell'incontro, in quindici giorni, il prefetto Manganelli ha annunciato a Padova la nascita di Oscad (Osservatorio contro gli atti discriminatori) particolarmente attento alle fattispecie omofobiche. Oscad si è già riunito e noi siamo stati convocati, per un secondo incontro, al quale ha preso parte il prefetto Francesco Cirillo presso la Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, proprio a sottolineare l'intenzione di Oscad di essere uno strumento a disposizione di tutte le forze dell'ordine, non solo della Polizia di Stato. In quel secondo incontro i vertici della Polizia ci hanno chiesto di organizzare un incontro di Oscad aperto alle sigle nazionali del movimento lgbt. Ci stiamo lavorando e presto ne daremo comunicazione e invito.

Lei è stato amico fraterno di Massimo Consoli, aiutando dopo la sua scomparsa a creare una biblioteca dei ricordi, un centro dove riunire tutti gli scritti di Massimo. A che punto siete?
Abbiamo buone nuove. Proprio nelle scorse settimane i soci della Fondazione Massimo Consoli, Riccardo Peloso, amico di vecchissima data di Consoli e Dario Bellezza, assieme a Paolo Violi hanno incontrato i responsabili dell'Archivio di Stato che stavano seguendo la pratica di 'liberazione' dei faldoni di Massimo. Ebbene i faldoni sono pronti ad essere aperti e messi a disposizione della biblioteca gentilmente offerta da Arcigay Roma. Possiamo dire senza retorica che dopo dieci anni ci riappropriamo di cinquant'anni di storia gay gelosamente archiviata da Consoli fino al 2001, data di consegna del materiale all'Archivio, durante la sua vita troppo breve coincisa però con una lunga e mai sufficientemente lodata protomilitanza per i diritti civili gay in Italia e nel mondo.

Perché questa destra italiana non riesce a essere come le altre destre europee, sfidando anche sui diritti civili lgbtq la sinistra?
Lo chieda a Gasparri, La Russa, Verdini, Bondi che sui temi civili tengono in ostaggio persino uno spirito libero come il presidente Berlusconi. Fini ci ha provato a chiederlo ed è stato definito, come ben sa e con i metodi che giustamente ha definito stalinisti, incompatibile con i valori del Pdl. Per questo, dopo soli due anni, Fini, i suoi e anche molti di noi sono stati costretti a uscire dal Pdl. Le assicuro che nel "people party", il partito nazione, magari un po' all'americana, della destra nazionalista, liberale, cattolicodemocratica e laico-riformatrice ci avevamo creduto. Nel mio caso anche molto. La scottatura è stata forte e moltissima è la rabbia. Ma ora partiamo per un'altra avventura parallela e non ostile al Pdl ma più agile, veloce, moderna ed europea che speriamo faccia accelerare anche loro.

In caso di elezioni anticipate con chi pensate di allearvi? Quali impegni chiederete al partito di riferimento?
Non ci sarà un partito di riferimento. Ce ne saranno, speriamo, molti in tutto il centrodestra. E comunque le nostre priorità, non da ora, ma già dalle precedenti elezioni sono una legge che riconosca le unioni omoaffettive sul modello svizzero o austriaco e una norma contro l'omofobia che, a nostro giudizio, non ce ne vorrà l'onorevole Concia, potrebbe arrivare dall'estensione della Legge Mancino che già tutela tutte le altre minoranze. Basterebbe aggiungere una parolina a un testo che è già legge dello Stato, Le risposte dovranno arrivare dai partiti, non da noi.

Cosa pensa della possibilità di Nichi Vendola di vincere le primarie e sfidare il candidato del centrodestra alle elezioni politiche?
Credo sia ancora fantapolitica. Spero, comunque, che Vendola in caso di una difficile investitura nazionale sappia contornarsi di persone migliori di quelle che lo hanno affiancato nell'avventura pugliese. La questione morale, se ha un senso, deve valere per tutti. Non ci possono essere piccoli poeti esenti per meriti letterari e grandi imprenditori colpevoli a prescindere. Se, infatti, il noto giovane faccendiere pugliese amico dei potenti al premier procurava donnine compiacenti, negli ospedali di Bari e dintorni, tramite il viceVendola, smerciava protesi, non diritti, persino in dote a pazienti che non ne avevano bisogno. Spero, anzitutto, che Nichi abbia imparato la lezione da questi fattacci che fortunatamente non lo hanno investito. La politica è ruvida, non è poesia.

C'è una omofobia tutta italiana che lavora contro i diritti, che caccia i gay da casa, che usa la violenza verbale e fisica contro le persone lgbtq. Spesso le associazioni non vanno al di là della condanna verbale. Di routine. Che paese sta diventando il nostro?
Un Paese in cui le persone gay, lesbiche e trans non hanno più paura di denunciare l'omofobia, di metterci la faccia. Evidentemente sta diventando un Paese migliore e più forte, a fronte della feccia omofoba che resta comunque una minoranza troglodita da sconfiggere.

Esiste una strada italiana per creare un movimento lgbtq tale da diventare un serio interlocutore con i legislatori, capace di farsi sentire dall'opinione pubblica, vincente persino in tante rivendicazioni di diritti?
Lo spero con tutto il cuore anche se non è la stagione migliore per sperarlo...Io, però, come il presidente D'Alema, faccio parte di quella schiera, magari piccola, che vedendo il film Baaria si è commosso quando l'anziano protagonista, in punto di morte, sussurrava al figlio: "La politica è bella!". Speriamo torneremo in tanti a crederci. Anche tra i gay ma, prima ancora, anche tra i politici di oggi e soprattutto tra quelli che verranno.

Foto | per gentile concessione di Daniele Priori

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