Berlusconi e l'incubo dei froci comunisti


Il circo Berlusconi continua. Continuano le battute, le gaffe, le buffonate, gli svarioni. Stavolta Silvio si è lasciato sfuggire una mezza frase che racchiude dal suo punto di vista una prospettiva da incubo, la sintesi di tutti i mali paventati nel profondo della sua anima libertaria: l'inarrestabile invasione dei froci comunisti! In un incontro pubblico a Monza con il suo elettorato Berlusconi discorreva amabilmente di donne e gioventù quando a un certo punto, seguendo il filo di chissà quali pensieri, ha esclamato, quasi con rassegnazione:

Le donne capiscono cose che noi uomini non capiamo. Gli uomini arrivano sempre dopo. Le donne hanno più intuito, quell'intuito tipicamente femminile che non hanno gli uomini e nemmeno i gay. Ma i gay sono tutti dall'altra parte...

Le reazioni del mondo politico e del movimento glbtq si sprecano. Grillini legge la frase come un augurio, Luxuria mette insieme i "coglioni", i Gaylib e l'orgoglio. Margherita e Udc ironizzano sulle scuse pubbliche (come nel post-Veronica Lario). Il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli invece lo bacchetta:

Berlusconi è incappato in un'altra caduta di stile, ma al suo posto non sarei così sicuro che i gay stiano tutti a sinistra. Il leader di Forza Italia si guardi intorno, anche tra i suoi uomini più fidati, che proprio etero non sono. Da oggi ci auguriamo che passino tutti nell'Unione. Questa infelice battuta dimostra che si farebbe qualunque cosa per fermare la legge sulle unioni civili.

(L'immagine è tratta dal film "The Raspberry Reich" di Bruce LaBruce)

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