Se il Financial Times promuove Nichi Vendola, “comunista, cattolico e gay dichiarato”

Se il Financial Times promuove Nichi Vendola, �comunista, cattolico e gay dichiarato�

Si dice che quando l'attuale premier incontrò il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, la prima cosa che gli suggerì fu: "Tingiti i capelli, farai più audience". Lui, è rimasto con quella chioma brizzolata, l'orecchino d'oro come piccolo vezzo e, con la sua "Fabbrica" e le sue idee in giro per l'Italia l'audience se l'è conquistato, senza proprietà di giornali, di televisioni, meravigliando questi ultimi per l'impatto che riesce a costruire ogni volta che parla da un palco.

Così carismatico da aver sollecitato l'interesse del quotidiano economico anglosassone "Financial Times", che se ci finisci non è per caso e conta molto. Nelle pagine dedicate all'Europa, campeggia una bella foto di Nichi e un titolo: Il Governatore della Puglia provoca Berlusconi. Un articolo di elogio verso la politica di Vendola; una promozione che non passa inosservata per i tanti analisti finanziari e 'baroni' dell'economia internazionale che sfogliano ogni giorno la loro 'Bibbia'.

Il più quotato per una futura leadership nazionale? Per FT, non ci sono dubbi: è lui, il comunista che ha fondato un partito, Sinistra Ecologia e Libertà; che scrive e pubblica poesie; che riesce ad attirare molti investitori nel settore delle energie rinnovabili; che ha fatto della sua omosessualità una normalità in un paese che non ha diritti e tratta parecchi male i gay.

Lui, chi altri?, potrebbe scalzare l'attuale premier dalla poltrona di Palazzo Chigi, altro che Bersani o qualche altro nomuncolo della sinistra alternativa o moderata. Passo dopo passo è riuscito a costruirsi un racconto credibile, grazie anche all'azione sul territorio. E c'è sempre quella questione che continua a meravigliare: riesce a scalzare chiunque nelle primarie. E riesce a vincere.

Se ne sono accorti, e chissà se piace così tanto all'attuale leader dell'opposizione, persino a Torino dove Nichi Vendola è andato per un dibattito con la presidente del Pd, Rosy Bindi, moderati dal direttore della Stampa, Mario Calabresi.

Un oceano di gente come Torino non era abituata da tempo; un bagno di folla che lascia meravigliato lo stesso Vendola che sorride quando si accorge di un cartello che recita: "Nichi e Rosy oggi sposi". Probabilmente gli sarà venuto in mente quando la Bindi era ministro delle politiche nella Famiglia nel governo Prodi. In quella occasione poco e nulla fece per i diritti delle coppie di fatto omosessuali. E in un'altra occasione se ne uscì con una battutaccia: "E' meglio che un bambino resti in Africa piuttosto che sia adottato da una coppia omosessuale".

Ma la politica impone di andare avanti, di avere un confronto fresco e utile di fronte al marasma in cui ci troviamo. Ci sono perfino scene da popstar quando Nichi spiega, pensando al voto, ci si prepara «capovolgendo gli ingredienti del berlusconismo, a cominciare dal linguaggio, tipo quello usato per umiliare le donne».

È l'apoteosi persino tra gli iscritti al Pd, che ora tentennano persino sul nome del sindaco di Torino, Chiamparino, altro che intende scendere nell'arena per le primarie.

Tocca il cuore dei militanti, Vendola, sa come emozionare e convincere, lui affermato animale politico e osannato presidente di una regione che il Financial Times definisce "di eccellenza".

Prima dell'incontro con la Bindi, va a Orbassano, alla festa della Fiom per non far dimenticare il suo alter ego operaista, ma è a piazza Castello che si consuma l'alternativa per un Pd che ora dovrà vedersela seriamente col "cattocomunista" apertamente gay, perché alla fine sono i numeri a contare. E la Bindi se ne è accorta, tanto da dire, forse con malcelata preoccupazione, alla proposta del governatore: "primarie subito"; "tu sai anche vincerle".

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