È morta Marcella Di Folco sempre in prima linea nella battaglie transessuali e omosessuali

E' morta Marcella Di Folco sempre in prima linea nella battaglie transessuali e omosessualiSe ne è andata Marcella Di Folco, consumata da una insostenibile malattia, all'hospice di Bentivoglio, alle porte di Bologna. Aveva 67 anni. Un duro e triste colpo per tutta la comunità lgbtq italiana, per le sue organizzazioni, per noi che la stimavamo per quella vena battagliera esibita fino alla fine, senza indietreggiare di un passo. Se ne va la fondatrice del MIT (Movimento Identità Transessuale) e scompare con lei una figura di militante acerba, caparbia, dolce, decisa in ogni battaglia che la vedeva sempre in prima fila.

Se ne va un po' di noi tutti, anche di coloro che non la conoscevano, che non sapevano quanto impegno mettesse nelle battaglie che riguardavano tutte le minoranze, non solo quelle transessuali.

Oggi è volato via un pezzo della nostra vita - scrive Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay -,dei nostri sogni,della nostra battaglia per la Giustizia e la Libertà: la morte di Marcella Di Folco spalanca il silenzio nei cuori delle innumerevoli persone transessuali,lesbiche e gay che l'hanno amata. A lei la riconoscenza per una vita grandissima e coraggiosa. Grazie per il tuo cuore e per la dignità che ci hai insegnato.Mi mancherai tantissimo amica mia adorata...

Cordoglio esprimono in molti in queste ore nei siti lgbtq, nei social network.

Non è facile annunciare la perdita di una grande persona e non è semplice comunicare il vuoto che lascia - si legge sulla homepage di Arcigay -. Le parole e i discorsi hanno un loro limite, affidiamo ai pensieri, alle emozioni, ai ricordi tutto quello che è stata Marcella Di Folco. Compagna, amica, sorella, mamma di tutte/i noi, il MIT perde la leader maxima, la sua traccia essenziale resta indelebile nella storia della nostra Associazione e del movimento tutto. Il coraggio con cui ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente, rende difficile l'elaborazione della sua perdita. Il MIT, il Movimento GLBT, la politica e la cultura tutta perdono oggi una loro parte importante.

Marcella era nata a Roma ma presto si era trasferita a Bologna, sua città d'adozione e di lotta. Da molti ricordata per una sua fantastica apparizione nel film Amarcord di Fellini nelle vesti di un principe.

L'ultima volta che la incontrai fu al Congresso Nazionale di Certi Diritti a Bologna. Fece un discorso encomiabile a difesa delle coppie di fatto e contro ogni discriminazione verso le transessuali, i gay e le lesbiche. Come sempre mi incuteva un rispetto e tanta riconoscenza per le battaglie che conduceva.

Il ricordo di Sergio Rovasio, segretario nazionale di "Certi Diritti".

Marcella l’abbiamo conosciuta quando, nel 1982, in Piazza Montecitorio, si facevano continuamente sit-in per sollecitare l’approvazione della proposta di legge dei radicali: ‘Legge 14 aprile 1982, n. 164 ‘norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso’.
Il Gruppo Parlamentare Radicale, nei giorni precedenti l’approvazione della Proposta di Legge, era diventato, all’epoca, il quartier generale del movimento delle persone transessuali. Ogni giorno si facevano comunicati stampa per sensibilizzare i media e la classe politica della necessità di un provvedimento che potesse dare maggiori garanzie, tutele e dignità alle persone transessuali. Si inviavano lettere ai parlamentari, si facevano telefonate ai Capigruppo dell’epoca, si chiedevano continuamente incontri con i membri delle Commissioni Affari sociali e Sanità dove la Proposta di Legge era in discussione. [...]
Abbiamo incontrato l’ultima volta Marcella lo scorso 17 maggio, in occasione della VI giornata internazionale contro l’omofobia, a Roma, in Piazza del Quirinale. In quell’occasione, grazie ad un importante intervento di Paola Concia, il Presidente della Repubblica ricevette le principali organizzazioni lgbt italiane. Era bellissimo vedere Marcella camminare per quei corridoi, con in testa un grande cappello rosso, davanti a tutti i Corazzieri schierati in fila sull’attenti. Disse qualcosa anche a loro…
Ti abbracciamo forte cara Marcella.

Anche a nome di tutta la redazione di Queerblog, desidero ringraziare pubblicamente Marcella Di Folco per questa sua vita spesa a favore della nostra comunità. Grazie Marcella. R.I.P.

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