Isabella Santacroce e l'apologia di fascismo

Scrittrice controversa, che gioca a fare la maledetta, icona di ambiguità e sensualità che tende al limite (nonchè collaboratrice di Gianna Nannini con cui scrive canzoni...), Isabella Santacroce pare non sapere che in Italia esiste il reato di apologia di fascismo, punibile per legge.

Quello di cui andiamo scrivendo è accaduto a Bologna: Isabella era ospite in veste di dj alla serata "Decadence" presso il Millennium di via Riva Reno, lo scorso venerdì. Alle tre di notte la scrittrice si è presentata in consolle, vestita di nero e con la croce uncinata al braccio, e ha iniziato il set con un pezzo di un gruppo tedesco post-punk, i Deutsch-Amerikanische Freundschaft, che inizia con trenta secondi di proclama sull'Impero pronunciato da Benito Mussolini. La sala intera si è fermata e ha cominciato a fischiare e urlare. La Santacroce, come la migliore delle addormentate nel bosco dei deliri, ha commentato svanita:

Si sono arrabbiati, la pista era piena, ma non ho capito perché. Io il Duce l'ho fatto sentire per introdurre un pezzo dei Daf che si intitola "Der Mussolini". Mica per ragioni politiche. La svastica al braccio? Lo stesso. Stava bene con l'abito nero, il cappello con veletta e il rossetto infuocato. Si sono arrabbiati, ma io fascista non sono. Non so neppure che cosa sia destra e sinistra.

Per chi ne volesse di più, lo sproloquio - in puro stile santacrociano - continua anche sul suo blog. Se non avete niente di meglio da fare...

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