Secondo l'economista Gotti Tedeschi bisogna far figli. Fuori dalle famiglie omosessuali


L'ha sparata grossa l'economista e banchiere italiano, Ettore Gotti Tedeschi, classe 1945, presidente dell'Istituto per le Opere di Religione. Il presidente dello Ior, intervenendo al Meeting di Rimini di CL, si è lasciato andare ad un intervento che doveva riguardare l'economia del Paese, i problemi di una economia instabile nel disordine planetario, ed è riuscito a cacciarsi in una triste disanima sulla famiglia italiana. Per uscire dalla crisi, il banchiere ha sfoderato la sua ricetta: fare più figli. E fin lì, nulla da eccepire, almeno fino a quando, sentendosi nel tempio dei giusti, calca la mano:

“Fare figli, ma in una famiglia vera, fatta di papà e mamma, fondata sul matrimonio. Non lo dico da moralista, ma da economista".

Ora, uno che guida una banca come lo Ior, che di scandali tosti assieme al Banco Ambrosiano di Guido Calvi, in epoca nera a guida Marcinkus, parlare di moralismo e di moralità, dovrebbe saggiamente valutare un attimo in che campo si va a ficcare. Ma lascia sconcerto quel suo pensiero unico che la famiglia vera sia quella fatta di papà e mamma, fondata sul matrimonio. Quale economia lo aiuta a valutare positiva ed unica, ai fini di un processo di crescita di un paese, quel suo pensiero così falso e assolutamente antieconomico?

Dimentica sicuramente il signor Gotti Tedeschi che nelle società democratiche occidentali; nei paesi dove la legge consente e aiuta le famiglie omosessualiad adottare un figlio o a farlo per inseminazione intrauterina, i problemi economici non aumentano per via di quella famiglia non vera; anzi. Quelle nuove famiglie contribuiscono in maniera determinante al benessere di tutta la società e alla crescita del paese.

Dimentica il banchiere vaticano che l'ipocrita Italia non intende affrontare il tema e i problemi delle famiglie Arcobaleno, certo, composte da due padri o da due madri, dove nessuna statistica ci racconta che i figli crescano con handicap, con problemi psicologici perché interagiscono familiarmente con due persone dello stesso sesso. Non si azzarda nessuno a dire che quei figli diventeranno loro stessi omosessuali solo perché vivono in una famiglia omosessuale.

E poi, qual è la famiglia vera? Davvero è quella tra un uomo e una donna, solo e soltanto quella? Chi lo ha deciso, il Vaticano, Gotti Tedeschi, i talebani nostrani?

Dia allora un nome e una identità ai 100 mila bambini delle Famiglie Arcobaleno. Dia un nome e una dignità a queste famiglie che continueremo a pensare tali e a credere che necessitano in una urgenza oramai diventata insopportabile, di diritti, di sostegno, di antidiscriminazione, di educazione verso coloro che vengono ingannati dal verbo che predica che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna.

Molti omosessuali sono e si sentono famiglia, senza per questo dover abbracciare le tesi di Gotti Tedeschi, subirne i modelli che intende valgano per tutti.

Bene ha fatto Giuseppina La Delfa, di Famiglie Arcobaleno, a replicare al noto economista.

Le sue parole sono discriminatorie e offensive per milioni di cittadini che già oggi pagano le tasse e i contributi, lavorano e producono, mettono su imprese o sono dipendenti pubblici o privati.

Offendono tutti quegli adulti che scelgono di fare figli al di fuori del matrimonio e tutti quegli adulti che non possono scegliere per mancanza di legge. Offendono tutti i figli nati, e quelli che nasceranno, al di fuori del matrimonio o che hanno una configurazione familiare diversa da quella da lei proposta a modello unico.

Signor Gotti Tedeschi, Le voglio rammentare soltanto, parafrasando la grande Gertude Stein, che “Un figlio è un figlio è un figlio. Un cittadino è un cittadino è un cittadino”.

Tutto il resto non è economia, è soltanto moralismo.

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