A Roma il 3 settembre per un anno di lotte spontanee del popolo gay, lesbico, transgender

Quando il 28 agosto 1963, davanti ad una folla sterminata di neri e oppressi, il reverendo Martin Luther King, pronunciò lo storico discorso I have a dream, la più grande dimostrazione per la libertà nella storia americana, un faro di speranza illuminò milioni di persone convenute a Washington, trattenute in schiavitù, trattate dall'avida giustizia umana come apolidi di ogni diritto, reietti e miseri tra i miseri. L'omofobia di oggi; le malsane idee di chi pensa che le persone lgbtq non solamente debbano restare senza alcun diritto, ma che ci debba essere abiura e persecuzione verso di loro, necessita come allora, risposte ferme e continue della società civile, dei soggetti interessati, di quanti non intendono fermarsi ad una democrazia di rito e chiedono che quel "sogno" abiuri ogni forma di discriminazione necessaria a restituire diritti ai cittadini lgbtq.

Nel dedalo di tante sigle presenti nel nostro territorio a protezione delle minoranze sessuali, una si distingue e propone un certo risveglio a partire dai soggetti coinvolti, iniziando e prendendo spunto da quel sogno lutheriano che, a distanza di anni, è riuscito a far varcare la soglia della Casa Bianca a un presidente di colore, attento e attivo anche nei confronti della comunità lgbtq Usa.

We have a dream contro l'odio e la violenza su gay, lesbiche, bisex, transgender, nasce spontaneamente il 28 agosto dello scorso anno con la prima fiaccolata lgbtq di Roma.

“Non un programma - si legge nel loro sito -, un’organizzazione o un’associazione. Ma persone che spontaneamente si aggregano per proclamare il loro sogno di libertà. Libertà dalla violenza, dal razzismo, dell’omofobia e della transfobia. Un non progetto in continua trasformazione che nasce a Roma, ma che può essere replicato, con grande semplicità, in qualunque altra città”.

A Roma il 3 settembre per un anno di lotte spontanee del popolo gay, lesbico, transgenderLo spontaneismo e la cultura dei diritti ha sancito un successo che oggi va replicato, grazie al nuovo incontro di genti che si terrà, sempre a Roma, venerdì 3 settembre 2010, alle ore 21.00 a San Giovanni in Laterano.

Esserci è difendere la nostra e altrui libertà e dignità, i diritti che vengono derisi, dimenticati, strumentalizzati persino da una classe politica inetta e incapace.

“Ora è chiaro - dicono - che niente passerà più sotto silenzio. Più nessun compromesso può essere accolto perché noi, tutti insieme, scenderemo in piazza ogni volta che le discriminazioni saranno perpetrate, siano esse una violenza fisica o verbale, una discriminazione privata o politica. È per questo che, dopo un anno, con lo stesso spirito, la stessa voglia di esserci e ancor più voglia di sentirsi parte di una comunità che lotta per la sua esistenza e la sua libertà, il 3 settembre 2010 alle ore 21 faremo una grande fiaccolata che partirà da Via S.Giovanni in Laterano (fronte Coming out) e arriverà a Piazza di Porta Capena (fronte FAO) per rivendicare con la stessa forza dell’anno scorso, la nostra libertà, la nostra dignità e i nostri diritti. Perché l’omofobia e la transfobia non si manifestano solamente con la violenza fisica ma ogni qualvolta qualcuno è vessato (a scuola, sul posto di lavoro, per strada, al mare) per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere e noi vogliamo ricordarlo, sempre”.



Trovatevi a Roma; troviamoci a Roma il 3 settembre, spontaneamente, con le nostre idee e i nostri sogni che non si spegneranno mai.

Poche e necessarie indicazioni da parte degli organizzatori.


  • andare in piazza portando se stessi e la propria voglia di essere liberi;

  • dotarsi di fiaccole e fischietti per essere visibili, per contarci e farci contare;

  • parlare, venire fuori, convincere tutti a scendere in strada con noi per una battaglia pacifica, decisa e condivisa!

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