Aumenta la prostituzione gay a Milano. Sondaggio. Favorevole o contrario?

A Milano, stando ai dati ufficiali forniti dalle autorità, tra Largo Nuvolari e Viale Cassala la prostituzione omosessuale sarebbe in aumento tanto che dall’inizio dell’anno sono state notificate ben 74 multe (più di dieci al mese) per atti osceni in luogo pubblico.

Stefano Bolognini (assessore provinciale alla Sicurezza e omonimo del giornalista dichiaratamente gay) ha già fatto sapere che il prossimo mese la Polizia lavorerà per ripulire anche le altre zone di Milano dove al momento persistono i battuage maschili.

Secondo le informazioni divulgate dall’esponente politico, attraverso il Giornale di Vittorio Feltri, a Milano casi di prostituzione gay si registrerebbero dietro Via Cenisio e in Viale Alemagna.

Quanto è stato riscontrato nel capoluogo meneghino dalle autorità non dovrebbe avere a che fare con lo scontro che nel 2007 il Comune ebbe con alcuni esponenti della comunità omosessuale locale che attraverso Franco Grillini, Alessandro Golinelli e Felix Cossolo chiedeva di non chiudere lo storico locale After Line (che poi venne riaperto lo scorso anno).

Certo è che qualcosa non torna. Se sempre più gigolò a Milano hanno acquisito una maggiore sicurezza, tanto da vendere pubblicamente il proprio corpo, i casi di omofobia che si sono registrati nelle ultime settimane in città cosa rappresentano? Una forma di ipocrisia borghese?

Secondo voi la comunità omosessuale con chi dovrebbe schierarsi? Con il Comune contro la prostituzione o con gli escort contro le istituzioni?

Perché secondo voi l'offerta sta aumentando? Perché sempre più gay hanno bisogno di pagare per conseguire un rapporto sessuale?

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