Chiesa e omofobia. Londra scopre un libro italiano per ricordare l'avversione verso i gay di Benedetto XVI in occasione della sua visita in Gran Bretagna

Chiesa e omofobia. Londra scopre un libro italiano per ricordare l'avversione verso i gay di Benedetto XVI  in occasione della sua visita in Gran Bretagna

Chi e cosa avrà risvegliato tra gli inglesi questo saldo spirito laicista e libertario, esibito più recentemente persino contro il capo della Chiesa cattolica, papa Joseph Ratzinger? Lontane le oscure epoche vittoriane, drastiche e penitenziali verso ogni forma di "vizio"; sepolto e dimenticato quel puritanesimo ipocritamente omofobo, così fasullo da saltare in aria al primo stormir di fronde di aristocratici e politici pizzicati, loro malgrado, a praticare l'amore che condannò Wilde. Epoche lontane e presenti di un'Inghilterra a tratti misogina, parecchio imperialista, capace comunque di incontrarsi senza frustrazioni con cambiamenti dettati dal tempo. Anche su temi etici. Anche guardando con compiacimento al riconoscimento di certi diritti per le coppie e i singoli suoi cittadini lgbtq. E a molti inglesi non piace affatto la posizione della Chiesa di Roma sull'omosessualità.

È bastato l'annuncio della futura visita del Pastore tedesco, papa Benedetto VXI, nel Regno Unito, per scatenare una campagna mediatica fatta più di ombre che di luci su un Papa che in tanti citano senza mezzi termini come nemico acerrimo degli omosessuali e di tutte le persone lgbtq. E anche qualcosa di più. Sarà, dicono, un viaggio di tribolazione più che di ovazioni quello che Ratzinger compirà nel regno di Elisabetta dal 16 al 19 settembre prossimo, contrastato da una corrente di pensiero di quanti non perdonano al Papa la chiusura totale su temi etici e diritti lgbtq, differentemente dalla Chiesa anglicana.

Nonostante i gravi scandali su preti pedofili, dicono molti attivisti gay, non ancora spenti e per anni coperti persino dall'attuale papa, Ratzinger e tutta la gerarchia ecclesiastica di Roma, restano un coacervo di innaturale omofobia. L'attacco più duro è proprio su questo, visto che proprio in questo viaggio, Benedetto XVI proclamerà beato John Henry Newman, il chiacchierato cardinale cattolico che alla sua morte chiese ed ottenne di riposare per sempre accanto al suo prediletto in vita, frate Ambrosio StJohn.

Ed ecco allora il fuoco incrociato. Sarà la BBC e Channel 4 a dar di contro, ad esempio con una inchiesta televisiva su Chiesa e omosessualità, firmata da Peter Tatchell, leader degli omosessuali britannici.

Come se non bastasse, la prestigiosa rivista London Review of Book, sorella minore di quella altrettanto prestigiosa newyorkese, ha accusato Ratzinger di reprimere la sua natura omosessuale per tramutarla in battaglia aperta contro i gay liberi e libertari di ogni parte del mondo. Lo spunto del lungo articolo - a firma di Colm Tóibín, uno degli scrittori irlandesi più in importanti – è un libro passato sotto silenzio e censurato persino da molti media lgbtq italiani, scritto da Angelo Quattrocchi e messo in circolazione da Editrice Malatempora: No, no, no. Ratzy non è gay... (e disponibile anche in lingua inglese)

Un libriccino dal fluido elettrico, ultima decisiva denuncia di un bravo scrittore iconoclasta verso una ipocrisia tutta clericale allenata a predicare bene e razzolare malissimo. In copertina un Ratzinger imbellettato e divertito, così garrulo e soddisfatto nei suoi paludamenti eccentrici, persino antichi e vetusti. E poi il racconto di quel che in tanti bisbigliano su lui e il suo bel segretario Georg.

Libro, pare oramai introvabile dalle nostre parti, questo di Quattrocchi, così diametralmente opposto al politically correct, così come il titolo, capace di stuzzicare ora gli appetiti anti omofobi degli intellettuali inglesi.

Come non bastasse ancora, anche la rivista The Atlantic spara sul viaggio papale, con un altro articolo fuori misura di James Sullivan, corredato da eloquenti immagini su Benedetto XVI e segretario. Nulla di scandaloso, s'intende, ma di certo a far capire come stanno le cose.

Operazioni mediatiche che di certo poco piaceranno in Vaticano. In tanti, poi, attendono con maligno sarcasmo, il momento in cui Benedetto XVI si incontrerà con "Queen" Elizabeth, regina dell'impero e capo della Chiesa anglicana. Chi si inchinerà?

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