USA: studentessa omofoba perde battaglia legale

USA: studentessa omofoba perde battaglia legaleJennifer Keeton è una studentessa ventiquattrenne dell'Università Statale di Augusta in Georgia (USA) e collaboratrice del programma educativo dell'università. E fin qui tutto nella norma. Solo che nello svolgere il suo ruolo di consigliera del programma anteponeva le proprie convinzioni omofobe (giustificandole su base religiosa, a suo dire) alla professionalità, emettendo giudizi morali sulla sessualità di quanti si rivolgevano a lei e indicando quali erano i valori corretti da seguire. L'università le ha chiesto di adeguarsi al protocollo stabilito pena l'impossibilità di continuare a lavorare nel programma educativo e le ha offerto di partecipare a seminari sulla diversità. Ma Jennifer Keeton è stata inamovibile nelle sue posizioni omofobe e si è rivolta al tribunale, grazie anche all'appoggio dell'Alliance Defense Fund, organizzazione religiosa legata a gruppi di “ex-gay”.

Il giudice federale J. Randall Hall ha ora emesso il verdetto a favore dell'università, motivando che un'istituzione educativa dev'essere capace di esigere standard accademici. Inoltre il giudice ha puntualizzato che la liberà religiosa della Keeton non è stata minimamente violata dal momento che il comportamento dell'università è scaturito dall'incapacità mostrata dalla ragazza di svolgere il suo lavoro di consigliera in maniera etica e professionale, evitando, cioè, di imporre il suo punto di vista agli utenti e non rispettando, di fatto, il codice etico del programma. La Keeton ha ora presentato un appello ufficiale.

In sintesi ecco un'altra espressione di talebanesimo religioso che vuole imporre agli altri una ben precisa visione del mondo e delle persone, credendo nella democrazia e nella giustizia se, e solo se, servono per far valer il proprio “diritto a discriminare”.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: