Sondaggio. Sei gay e credi in Dio?


Il successo che abbiamo ottenuto la scorsa settimana, in occasione della pubblicazione del sondaggio riguardante lo sbattezzo (che trovate qui), ci ha indotti a plasmare il ragionamento che sulla religione stiamo facendo sulle vostre esperienze.

Dopo aver ragionato sulle ripercussioni politiche di un gesto, quindi di come la comunità italiana e straniera interagisca con le autorità ecclesiastiche, vorrei capire con voi se per una persona omosessuale è più difficile dichiarare la propria fede religiosa.

Fatta eccezione per Nichi Vendola, che in più interviste ha ribadito che la propria omosessualità non inficia la propria fede in Dio, nessun gay italiano celebre, malgrado il totale disimpegno in battaglie sociali utili per ottenere anche nel nostro paese il tanto agognato riconoscimento delle coppie di fatto, ha deciso di esternare il proprio credo.

Probabilmente per un individuo omosessuale dichiarare all’interno della comunità GLBTQ la propria religione è ancora oggi un elemento troppo distintivo. Non è detto che le vittime dei luoghi comuni riescano ad avere un pensiero lucido a tal punto da distinguere la propria fede da chi è stato scelto da un apparato burocratico per disciplinare questo bagaglio spirituale.

Perché secondo voi gli omosessuali credenti preferiscono non fare coming out e dichiarare a tutti in cosa credono?

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