Alessandro Bergonzoni contro la retorica in tv

In una recente intervista l'istrionico e brillante artista della parola, Alessandro Bergonzoni (tutt'ora in tournée in giro per l'Italia con il suo ultimo spettacolo "Predisporsi al micidiale") si è lanciato in una feroce critica alla tv, motivo secondo cui i suoi teatri sono stracolmi.

Se la prende non tanto con i programmi spazzatura (che lui non calcola nemmeno) ma anche con la satira che si vede in tv che si limita a fare una parodia del reale, senza proporre vera arte. E ci tiene a separare genialità dalla bravura. Ovvero Luttazzi, Brachetti e Rossi da una parte e Littizetto, Fiorello e i Guzzanti da un'altra.

"A parte le censure scandalose il tema è uno soltanto: la tv è cacca fusa. In questo momento la tv si potrebbe salvare solo con l'informazione se si potesse fare, ma per documentaristica, arte e cultura meglio lasciare stare. La tv è un mezzo di potere, di pubblicità, e non può permettersi di fare altro, la tv è cazzeggio. Sono rattristato dalla retorica televisiva. Il mio impegno sociale e civile lo metto nella casa dei Risvegli e in Emergency perché sono convinto che si possa essere impegnati socialmente senza dover fare la battuta sul Papa o sui Pacs sculettando e facendo vedere gli omosessuali come fossero delle marionette. Questo è quello che mi uccide e mi fa male. "

Il percorso della ricerca, dell'oltre, è sempre molto solitario si sa. Lo sa bene anche Bergonzoni che da anni porta avanti un discorso tutto suo.

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