I Valdesi tornano a parlare di omosessualità indossando il triangolo rosa

I Valdesi tornano a parlare di omosessualità indossando il triangolo rosaReligioni che disprezzano l'omosessualità e altre che cercano un dialogo, una condivisione dei problemi e la ricerca delle soluzioni. Domenica pomeriggio, al corteo che apriva il Sinodo delle chiese Valdesi e Metodiste, pastori e laici avevano appuntato al petto il simbolo della persecuzione nazista contro gli omosessuali rinchiusi nei lager: il triangolo rosa. Tra loro la pastora Letizia Tomassone che ha poi tenuto il sermone dell'inaugurazione e Michel Charbonnier che è stato consacrato ieri con l'antica confessione di fede del 1655. Un momento solenne e di monito contro coloro che usano l'omosessualità a fini propagandistici, per trovare ascolto e grazie tra coloro che pensano ai diritti lgbtq come ad una frantumazione di vecchi e nuovi valori culturali e religiosi.

“Un'iniziativa - hanno spiegato - per denunciare l'indifferenza e l'arretratezza del nostro Paese rispetto al riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali, nonché gli atti di omofobia”.

A Torre Pellice, luogo dell'incontro sinodale, i centottanta delegati parleranno di fede ma anche di coppie di fatto omosessuali, e di lotta all'omofobia. Lo fa per prima, nel suo sermone di apertura, la pastora Tomassone che parla di accoglienza verso lo straniero, di lotta alla xenofobia e all'omofobia. Ma il punto importante riguarda il riconoscimento delle coppie omosessuali. Già nel giugno scorso, a Trapani, sono state "benedette" alcune coppie omosessuali e la cosa non è piaciuta a molti della comunità valdese. È toccato ancora alla pastora Tomassone spiegare che quella benedizione non significava celebrazione di un matrimonio, che era cosa assai diversa dal sacramento celebrato dai cattolici.

“Non si tratta del matrimonio, un fatto che per noi ha valore eminentemente civile e non rappresenta un sacramento - spiega la Tomassone - ma della richiesta che ci giunge da molti fedeli impegnati nelle nostre chiese, delle quali sono parte attiva soprattutto nelle grandi città. Queste persone ci chiedono di riconoscere il loro impegno di amore reciproco invocando la benedizione di Dio, ed è di questo che dobbiamo serenamente discutere. È vero che si tratta di un tema delicato e controverso ma l'appello è stato firmato da una piccola minoranza e credo che nelle chiese esista ormai un'ampia condivisione nell'accoglienza alle coppie omosessuali. Ciò che conta è che dal Sinodo inizi un percorso chiaro e condiviso”.

L'appello a cui fa cenno è quello di Lucio Malan, valdese e senatore del Pdl, che alla vigilia del Sinodo ha fatto pubblicare a pagamento sul settimanale Riforma la contrarietà sua e di altri verso questi nuovi riconoscimenti per le coppie omosessuali. E per farlo Malan e i "tradizionalisti" scomodano la Bibbia e il Levitico, là dove si menziona il divieto di avere rapporti tra persone dello stesso sesso. Se la prendono anche con la teologa e pastore Paola Ricca colpevole, a loro dire di aver definito genitori due omosessuali durante un battesimo di due gemelli adottati.

Facile arguire che la questione non si sanerà facilmente e sarà di duro confronto anche oltre il Sinodo. Ma almeno lì si discute rispetto a certe strampalaggini di certa chiesa cattolica.

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