Deliri estivi. Bossi attacca Fini: "Vuole la famiglia omosessuale"

Deliri estivi. Bossi attacca Fini: "Vuole la famiglia omosessuale"

Oramai è guerra aperta tra Lega-Pdl e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, reo di aver messo in discussione il regno di Silvio B.; di aver parlato di legalità e a quanto pare di aver ricevuto una delegazione dei movimenti lgbtq il 14 maggio scorso. Un'estate di fuoco tra i sostenitori del re e i finiani; passa persino quasi sotto silenzio la vicenda di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, banchiere e politico, che scivola sull'affare eolico in Sardegna con Carboni e altri. I mass media preferiscono seguire una scia tracciata dall'astuto direttore del Giornale, Vittorio Feltri, obiettivo: Gianfranco Fini e una poco chiara vicenda di un appartamento monegasco affittato a poche lire al cognato. La politica italiana oramai è soggiogata da scandali, affari, ricatti, contumelie; gli italiani e i loro problemi sembrano essere un paese a parte.

L'alleato di ferro, in questa ultima battaglia da resa dei conti tra il Pdl e i finiani, è Umberto Bossi leader incontrastato della Lega Nord, lo stesso che in tempi remoti, nel 1994, chiamò l'attuale premier il Berluskaiser e disse:

“Berlusconi è un grosso imprenditore che ha mille interessi e se fosse presidente del Consiglio si troverebbe a discutere dei suoi interessi una legge sì ed una no”.

Dimenticate le tante frasi forcaiole contro l'attuale alleato, Bossi, proprio ieri, al comizio tenuto ad Alzano Lombardo, dove è in corso la Berghem Fest della Lega, si è scatenato contro il presidente della Camera.

“Adesso - dice il leader del Carroccio - anche Fini vuole la famiglia omosessuale, e quindi vuole dare i figli agli omosessuali. Ogni tanto la gente dà fuori di matto”.

Evidentemente quella del senatur è solo una frecciata verso colui che ritiene l'attuale nemico politico, da distruggere e delegittimare in attesa delle probabili elezioni politiche. Il celodurismo bossiano oramai è allenato al discredito, usando l'omofobia come clava; ridicolizzando gli omosessuali e le famiglie arcobaleno; le lesbiche e le transessuali. Non importa se Fini voglia davvero sostenere la famiglia omosessuale o se sia favorevole all'adozione per gli omosessuali. Al celodurista, come ai suoi tanti accoliti, serve infangare, e cosa è meglio (o peggio) se non farlo usando disprezzo e volgarità verso gli omosessuali, contro le famiglie omoparentali che fosse per lui farebbe come Sarkozy con i rom.

Del resto, l'omofobia leghista oramai è diventato un esercizio di routine. A dicembre dello scorso anno, i parlamentari bossiani tentano di non far parlare Anna Paola Concia che alla Camera cerca di leggere la relazione alla legge contro l'omofobia; le truculenti metafore di Bossi diventano patrimonio di altri parlamentari e amministratori locali leghisti. Difficile da dimenticare quel Gentilini ex vicesindaco trevisano che dichiara:

“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni, i culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili”

Ora, l'ultimo attacco del leader "celtico" è sulla famiglia omosessuale, prendendo a prestito Gianfranco Fini. Un partito di governo dovrebbe tutelare ogni suo cittadino e non renderlo zimbello dell'odio. Evidentemente ai leghisti poco interessa, tanto che quando a Roma, all'uscita dal Gay Village, due gay vengono accoltellati, un conduttore di Radio Padania, commenta in diretta:

“Riguardo a quei culattoni…. io sono contro l’accoltellamento, che è troppo, però due persone dello stesso sesso che si baciano sono una schifezza, quindi due calci nel culo… due calci nelle palle glieli avrei dati anch’io”.

Mi sorge una domanda, diretta al senatur celodurista: è sicuro che sia Fini ad essere andato fuori di matto?

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