Sondaggio su Zsa Zsa Gabor. Esistono ancora le icone gay?

Il peggioramento delle condizioni di Zsa Zsa Gabor (93 anni), che in seguito ad un incidente domestico ha chiesto l’estrema unzione da un sacerdote, e la probabile prossima scomparsa segna di fatto il tramonto di un certo immaginario queer che ha contraddistinto buona parte del secolo scorso.

Fatta eccezione per l’Italia, laddove è avvenuta l’emancipazione della comunità GLBTQ (attraverso l’apertura del matrimonio o la possibilità per le coppie omosessuali di avere dei figli) le icone gay sono scomparse.

La vita di Zsa Zsa Gabor, i cui scritti furono tradotti anche da Aldo Busi, apre e chiude di fatto un ciclo. Su quello che potrebbe succedere dopo mi piacerebbe ragionare con voi che nei giorni scorsi, in occasione della pubblicazione della gallery su Christina Hendricks, avete già dimostrato una spiccata attenzione per le nuove icone se di tali si può parlare.

Esistono ancora le icone gay? Ha senso parlare di donne definendole tali? Il glamour queer di Zsa Zsa Gabor è stato ereditato da qualcuna in particolare?

Non me ne vogliano le vecchie generazioni ma credo che l’immaginario di cui faceva parte Zsa Zsa stia, di fatto, scomparendo. Per capirlo è sufficiente riflettere su come è cambiato l’immaginario della cinematografia gay-friendly.

Negli ultimi dieci anni le donne, esteticamente impeccabili, sono via via scomparse lasciando il posto a maschi piuttosto testosteronici tanto che anche negli episodi cinematografici che più si avvicinano ad un gusto d’altri tempi la presenza degli uomini gay mette in ombra le donne eterosessuali.

Chi ha visto A Single Man di Tom Ford probabilmente nel parlarne ad amici e conoscenti non ha posto l’accento sull’ammaliante e fascinosamente marcia Julianne Moore.

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