Dall'Oriente: Gay Pride in Giappone e Nepal

Foto dal Pride di Tokyo

Dopo tre anni di “pausa”si è celebrato nuovamente il gay pride a Tokyo. La Tokyo Pride Parade ha visto partecipare lo scorso fine settimana cinquemila rappresentanti (secondo la polizia quattromila) della comunità lgbtqq.

In Giappone si assiste a un paradosso (all'italiana direi): da un lato l'omosessualità è sentita come un tabù tanto che i gay non possono donare il sangue e sono soggetti a discriminazione (e di conseguenza sono pochi i giapponesi che fanno coming out); dall'altro nel cuore di Tokyo sorge uno dei quartieri gay più grandi al mondo – Shinjuku Ni-chōme –, con moltissimi centri di aggregazione per la comunità.

In Nepal, invece, il Pride è previsto per il prossimo 25 agosto. Le celebrazioni avverranno a Kathmandu e sono previsti oltre tremila partecipanti. La data coincide con quella di una celebrazione tradizionale nella quale gli uomini si vestono da donna. Gli attivisti glbtqii nepalesi vorrebbero trasformare questa data in quella ufficiale del Pride annuale. Sunil Pant, attivista ben noto nel Paese, ha dichiarato:

Vogliamo trasformare questa festa in un evento internazionale. Il Nepal ha fatto molti progressi nelle tematiche gay in pochissimo tempo e speriamo che quest'atteggiamento ispiri altre nazioni.

Foto | Advocate

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