Mentre i rabbini ortodossi canadesi aprono ai gay, i vescovi messicani condannano le nozze gay

Mentre i rabbini ortodossi canadesi aprono ai gay, i vescovi messicani condannano le nozze gayI rabbini ortodossi canadesi hanno firmato un documento per permettere l'ingresso di gay e lesbiche in sinagoga. Secondo quanto afferma Adam Scheier, presidente dell'ufficio dei rabbini di Montreal, ci sono molti membri della comunità che sono omosessuali e che si sono rivolti alle loro comunità per essere accolti (un documento simile era stato realizzato anche dai rabbini statunitensi). Ecco quindi la stesura di un documento che, tra l'altro, dice:

Tutti gli esseri umani sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio e meritano di essere trattati con dignità e rispetto. Additare, condannare o insultare qualcuno per via del proprio orientamento sessuale o perché si sente attratto da persone dello stesso sesso è una violazione dei divieti della Torah [i primi cinque libri della Bibbia, conosciuti anche come Pentateuco, ndr] che sostiene i più profondi valori del giudaismo.

Mentre gli ebrei (che Giovanni Paolo II ha definito fratelli maggiori nella fede) producono un testo del genere, i cattolici (i fratelli minori?) messicani hanno iniziato la lamentazione per le decisioni della Corte Suprema in merito ai matrimoni gay.

Mentre i rabbini ortodossi canadesi aprono ai gay, i vescovi messicani condannano le nozze gayLa Conferenza Episcopale Messicana, infatti, ha stilato un documento firmato da Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo della diocesi di San Cristóbal de las Casas nel Chiapas, nel quale si legge:

Anche se la maggioranza dei membri della Corte Suprema afferma che qualcosa sia legale, non per questo è automaticamente giusto. [I giudici] non hanno valutato bene la base del problema: se, cioè, le nozze gay sono conformi o meno alla natura, se un tale matrimonio sia vero o falso o se è giusto o ingiusto che un bimbo o una bimba abbiano un padre e una madre; [i giudici] si sono ridotti a dichiarare se questo è conforme o meno alla legge del paese [...]; il legalismo incatena e limita dal momento che possono esserci leggi ingiuste, anche validamente approvate, che violano i diritti fondamentali.

Nel documento si legge anche che i diritti umani non devono essere soggetti all'approvazione della maggioranza. Verrebbe da chiosare: a meno che tale maggioranza non sia composta da cattolici fedelissimi al Vaticano.

Foto | FlickrRed

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