Deliri estivi. Cerasoli vs Sgarbi: "Ammetti di essere gay"

C'è un vezzo tutto italiano di collezionare cariche e incarichi pubblici, vuoi per espandere il proprio prestigio e la propria influenza; vuoi perché si fanno soldi in fretta e senza poi tanta fatica. Nonostante, spesso, la legge non lo consenta. Ci sono onorevoli sindaci, assessori senatori, per non parlare poi delle presidenze di enti e fondazioni dove i politici ci sguazzano con noncuranza. Un bacino di utenze elettorali che ognuno coltiva come fertile capo di grano. A Venezia, ad esempio, si è liberato un posto come sovrintendente del polo museale di Venezia. A quella prestigiosa carica correva il sindaco di Salemi, che non è siciliano, che è sempre più a fare l'opinionista in tivù, Vittorio Sgarbi. Che ne capisca, e tanto, di arte, lo sanno anche i muri. Ma per fortuna non è il solo al mondo a sapere egregiamente di quadri, sculture e pittori.

Così, i magistrati contabili hanno bloccato la sua nomina, semplicemente perché non ha titoli dirigenziali al polo museale veneto, e per quella carica ci sono altri più titolati a essere nominati. La bocciatura, a quanto pare, doveva rimanere segreta. Almeno secondo il critico d'arte. Ma così non è stato, per colpa di un sindacalista di rango, tale Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil per i Beni Culturali, che ha spifferato tutto alla stampa.

Apriti cielo. Il sindaco di Salemi ha iniziato a bombardare di sms Cerasoli. E così tra i due inizia un dialogo virtuale boccaccesco. “Belle le tue avances omosessuali. Proverò a soddisfarti”, gli scrive un sibillino Sgarbi. E l'altro di rimando: “Sei da ricovero”.

Sgarbi:

“Parli di ricovero perché non vuoi ammettere di essere gay. È evidente la tua attrazione morbosa per me... tu sei indifferente ai problemi dei vandali che distruggono tutto, e dei musei che non funzionano, e sei ossessionato dal desiderio di far vedere quanto sei bella e quanto sei brava. Hai una passione per gli incapaci”.

Qualcuno dice che quei messaggini siano stati girati anche al ministro dei Beni Culturali, Bondi, che si è fatto grosse grasse risate. Ora i due, oramai ai ferri corti, se la vedranno davanti al giudice, visto che Sgarbi ha denunciato il sindacalista per stalking, minacce, abuso d'ufficio e violazione di corrispondenza.

Che il professor Sgarbi si diletti a trattare certe questioni controcorrente lo si è visto parecchie volte in televisione; mai pensavamo che con un alto dirigente si prendessero a borsettate.

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