Dai Gay Games di Colonia alle Olimpiadi di Londra del 2012

Su uno dei diversi commenti che abbiamo ricevuto ai post dedicati ai Gay Games di Colonia vale la pena riflettere. Attraverso facebook, la giornalista della Stampa Claudia Reschia si è domandata se le manifestazioni sportive omosessuali siano discriminanti.

Il rischio, inutile essere ipocriti, esiste tanto che in occasione delle prossime Olimpiadi gli attivisti GLBTQ britannici, capeggiati da Peter Tatchell, stanno già lavorando affinché a Londra (città scelta per l’appuntamento sportivo del 2012) gli atleti omosessuali non siano presenti solo durante la cerimonia d’apertura delle gare.

“Non è sufficiente - ha dichiarato Peter Tatchell - che all’apertura partecipino una donna, un’omosessuale o una persona non caucasica. Londra, attraverso le Olimpiadi, deve diventare una città capace di accogliere tutte le persone”.

Secondo voi chi ha ragione? La giornalista che con educazione sostiene che i Gay Games potrebbero essere l’ennesima occasione per discriminare le persone omosessuali o l’attivista gay che prova ad ottenere per gli sportivi non eterosessuali maggiori spazi?

Via | Pinknews.co.uk

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