Intervista. Paola Concia a Queerblog: “Il Partito Democratico non è omofobo”


Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’intervista di Giuseppe Civati (che trovate qui), grazie anche al Partito Democratico Michele Vietti lasciava l’Udc per il Consiglio Superiore della Magistratura.

Se oggi, in Italia, non esiste una legge contro l’omofobia la colpa è anche di Michele Vietti che con altri si oppose alla proposta di Paola Concia. Proprio con lei, la scorsa settimana, abbiamo ragionato del Partito Democratico per capire se in caso di elezioni anticipate la sua coalizione, nel programma elettorale, proverà a tutelare le persone omosessuali discriminate.

La promozione di Michele Vietti al Consiglio Superiore della Magistratura è stata molto criticata, nei giorni scorsi, da Arcigay. Lei cosa ne pensa?
Io Vietti, come membro del Csm, non l’ho votato. Non l’ho votato per le stesse ragioni per le quali lo critica Arcigay. Non l’ho votato perché Michele Vietti, senza basarsi su nessun principio giuridico, affossò la legge contro l’omofobia.

Adesso mi auguro che Vietti, oltre a studiare un po’ di più, sappia essere un uomo più equilibrato di quanto lo sia stato durante il suo periodo da parlamentare.

In meno di quindici giorni due amministrazioni, a Spresiano e a Pesaro, si sono contraddistinte per delle vicende di omofobia. Lei, come altri, ha condannato quanto successo mentre il suo Partito Democratico No. Questo silenzio secondo lei potrebbe far pensare che il Pd sia un partito omofobo?
No. Il Pd ha preso posizione su quanto successo a Pesaro, tanto che è intervenuto anche D’Alema. Non è il Pd omofobo, è la società omofoba, è il paese omofobo. Su questi temi l’Italia è molto arretrata e può succedere che a livello locale degli esponenti politici prendano delle posizioni discutibili.

L’omofobia esiste in tutti i partiti. Nessuno escluso. La battaglia deve essere quindi ancora più determinata. Nel Pd posso dire con serenità che la stragrande maggioranza sono persone assolutamente rispettosi della diversità. Poi, purtroppo, esistono delle sacche di ignoranza.

Gli utenti di Queerblog.it che intervengono sui nostri articoli dedicati alla politica sottolineano spesso che gay e lesbiche del Pd non tutelano adeguatamente la comunità omosessuale. Questa rottura tra il Partito Democratico e il suo elettorato GLBTQ è, secondo lei, reale?
È certo che il Pd su questi temi dovrebbe avere delle posizioni più nette. È anche vero che l’unico partito che seppur con qualche difficoltà ha presentato delle proposte di legge su questi temi è il Pd.

Penso che non sia vero sostenere che il Partito Democratico non stia combattendo per gay e lesbiche. Non mi pare che altri partiti, anche a sinistra, abbiamo messo al primo posto la battaglia per i diritti civili.  Poi scusate ma io di quale partito sono? Non ho fatto niente in questi due anni? Sono sola? Continuare solo ad attaccare il Pd è un modo per deresponsabilizzare per gli altri.

Supponiamo che si vada, come si sta sostenendo in queste ore, a elezioni anticipate. Il Partito Democratico nel programma avrebbe una parte dedicata ai diritti delle persone GLBTQ?
Certo che rientrerebbe. Assolutamente rientrerebbe nel programma. Siamo un partito e bisognerà lavorare perché vengano fatte delle proposte chiare nette da portare avanti. Insisto.

Il Partito Democratico ha presentato diverse proposte di legge sull’omogenitorialità, sul riconoscimento delle unioni omosessuali, sull’omofobia. Queste saranno tutte proposte faranno ovviamente parte del programma.

Secondo il Giornale di Vittorio Feltri lei è stata contestata a Napoli, durante il Gay Pride. Ci può spiegare la vicenda?
È successo che in un centro sociale hanno cominciato a urlare contro di me perché un anno fa ero stata a spiegare ai fascisti che cos’è l’omofobia. Questa la ragione. Ovviamente dandomi della fascista.

Quindi non l’hanno criticata per il Partito Democratico?
No. Assolutamente No. Non c’entrava il Partito Democratico. Mi criticavano perché una volta, nella mia vita, sono stata agli omofobi a spiegare l’omofobia. Non credo di doverlo spiegare solo al Presidente di Arcigay.

Facciamo un passo indietro. Come si è svolto quell’incontro in cui lei ha spiegato l’omofobia agli omofobi?
C’erano, per fortuna, anche i giornalisti. Io arrivai io e srotolai il manifesto che avevo fatto contro il razzismo. Dopodiché spiegai ai presenti che per me l’omofobia e il razzismo sono la stessa cosa. Poi abbiamo discusso. Loro hanno tentato di giustificarsi. Questa è stato l’episodio per il quale mi accusano di essere fascista.

Per fortuna la mia vita parla per me. Penso poi profondamente una cosa: “Per fare il bene bisogna andare dove c'è il male”. Tra l'altro, ovviamente, nessuno poi dice che cinquanta deputati del Pd sottoscrissero una lettera di solidarietà nei miei confronti. 

Nella maggioranza, continuando a parlare di destra, ha trovato delle persone con le quali lavorare per le coppie di fatto?
Hanno appena fatto un gruppo parlamentare (Futuro e Libertà, ndr). Che esitano in Italia due destre questo è pure conclamato in Parlamento. Io le persone le misuro con i fatti. A settembre, se la legislatura andrà avanti, vedremo rispetto a questi temi come gli esponenti di questo gruppo si comporteranno. A parole sono più aperti. Vedremo.

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