Vittorio Feltri: "Su gay ed eutanasia più avanti di Fini"

Vittorio Feltri: "Su gay ed eutanasia più avanti di Fini"

Quando si fanno le guerre occorre tatticismo oltre che armi da esplodere contro i nemici o presunti tali. Ci sono uomini che praticano il primo e altri le seconde. Il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, sa usare, allenato da anni, l'uno e l'altre con impareggiabile arguzia e furbizia. E professionalità. Se c'è da liquidare un potere scomodo al potere, sa come scatenare le sue truppe di penna, riesce dove ad altri il passo è sbarrato, off limits. La sua ultima pedina da eliminare dallo scacchiere è il presidente della Camera, Gianfranco Fini che, attraverso il cognato, è reo di una non specifica operazione acquisto casa a Montecarlo. E siccome la guerra la si fa su fronti diversi, oggi in un editoriale attacca Fini e i suoi accoliti persino sulle unioni omosessuali e il testamento biologico.

“Sono favorevole - dice il direttore Feltri - a che le coppie gay abbiano gli stessi diritti delle altre unioni, anche se sul matrimonio ammetto di avere dei dubbi. Io sono coerente, ma non non so se la storia dei finiani è coerente con quello che dicono oggi. Io, per dire, non mi sognerei mai di sostenere che un maestro gay debba essere allontanato dalla scuola solo perché è gay, come diceva Fini…”

Sperando che al direttore passino i dubbi sull'istituto matrimoniale per le coppie dello steso sesso, magari guardando più ampiamente al resto dell'Europa, piace questa sua nuova posizione sui diritti civili gay. Un po' substrata, tirata fuori per contrastare l'ipotetico nemico, ma poi sapendo come è messo il Movimento lgbtq nostrano, anche quella di Feltri potrebbe far mugolare di piacere. Più pragmaticamente, visto l'allenamento, Il Giornale potrebbe continuare a "marchiare" il terreno dei diritti gay, lesbiche e transessuali, e non farla morire lì, solo per far capire a Fini e fianiani che: "Io so' mmeglio e te", per dirla alla partenopea.

Potrebbe accadere tutto, sperare sempre arrendersi mai, così da vedere in campo prestigiosi giornalisti difendere una delle più prestigiose battaglie lgbt: il riconoscimento delle coppie di fatto. E se Feltri racconta più libertarietà di Fini, macchiato da quella dichiarazione pubblica sui maestri gay, il quotidiano che dirige potrebbe svolgere un ruolo più che importante per l'opinione pubblica e i cittadini omosessuali. Sarà così? Proviamo necessariamente a dubitarne visto che da quelle parti un po' di dileggio lo abbiamo qualche volta notato. E poi... sui temi etici..., mah! Ma ripeto, speranza e non resa.

Certo, se Fini riuscisse a portare alla nostra comunità un risultato sulle coppie di fatto sarebbe talmente rivoluzionario e inedito da meravigliare il mondo, ma già siamo stati avvisati dai paleocristiani alla Binetti e Giovanardi e altri di lasciare a casa ogni speranza. E, come è nelle cose, i finiani da soli non potranno che restare nelle sole buone intenzioni.

Ora questa nuova dichiarazione del direttore Feltri. Mi sorge un dubbio siamo più usati o abusati?

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