Il finiano Della Vedova: "Riconoscere le coppie di fatto gay"

Si sa, chi si mette contro il re, peste lo colga. Così i media che sorridono alla oramai risicata maggioranza di governo si sono scaraventati sullo scandalo monegasco per screditare Fini, fargli fare la fine del topolino intrappolato. Ma il leader Fli sa che non sarà la marachella, se marachella è stata, del cognato, a destituirlo dall'alto scranno della Camera e a insozzarlo di vergogna. Un politico duro e puro Fini, mica noccioline. I suoi fedelissimi si preparano al rush finale, anche in nome e per conto delle coppie omosessuali. L'ex Radicale, ex Pdl, Benedetto Della Vedova, ha lanciato una proposta che è piaciuta ai leader del Movimento, da Concia a Grillini: fare una iniziativa parlamentare a favore delle coppie di fatto omoaffettive.

“Sarei felice - dice Della Vedova, intervistato da Klaus Davi - perché questa legislatura possa dare vita a una legge civile sulle coppie di fatto anche gay. È assolutamente grottesco che l'Italia resti l'ultimo paese d'Europa che non ha una legge civile sulle coppie di fatto anche gay”.

L'ex Radicale è così tornato all'ovile dei diritti, facendo persino inalberare l'integralista cattolico Carlo Giovanardi e la ciliciense Paola Binetti, he parlano di "uscita estemporanea" del deputato. Già, perché il finiano non parla solo di mettere mano ad una regolamentazione delle coppie gay, ma anche alla legge 40 sulla procreazione assistita da cui sono stati espulsi gay e lesbiche.

Plaude alla iniziativa di Della Vedova, la deputata lesbica Anna Paola Concia, firmataria di ben tre proposte di legge sulle unioni civili omo.

“Tutte presentate nel 2008 - dice Paola -. Una per il matrimonio, che prevede l'equiparazione tra matrimoni gay ed etero; una sulla partnership, che si richiama ad un istituto giuridico presente in Germania e Francia; la terza ispirata ai PaCS francesi. La mia idea è questa: a settembre, alla ripresa dei lavori, discutiamo insieme di una nuova proposta di legge, che possa avere un consenso trasversale, anche al di fuori del Pd”.

A seguire anche l'opinione di Franco Grillini, padre del Movimento e attuale responsabile diritti civili dell'Idv.

“Questo è il terzo polo che ci piacerebbe - chiosa Grillini -: diritti individuali e diritti civili. La sua proposta va accolta con favore, soprattutto se non rimarrà una pura petizione di principio. Speriamo che le sue posizioni siano condivise dagli altri 33 componenti del gruppo parlamentare di Fli e dai 10 senatori. Il problema è se sarà possibile dentro il fantomatico terzo polo, un'alleanza tra lo stesso vicepresidente del gruppo parlamentare alla Camera di Fli e l'Udc, partito da sempre su posizioni arcaiche e anacronistiche”.

Come sempre attenzione a non cantare vittoria, nonostante le buone intenzioni. Fini è il presidente che ha accolto una delegazione lgbtq; che si dice favorevole a certi diritti, e con lui molti dei suoi. Ma in Parlamento servono i numeri e la trasversalità e, anche questo Parlamento risulta parecchio omofobo sui due temi, tanto da far dire al sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro Pdl:

“All'amico e collega Della Vedova rispondiamo subito con un doppio no alla riforma della legge 40 e al riconoscimento delle coppie gay. È un doppio no che lo stesso Della Vedova si attendeva nel momento in cui avanzava la sua provocatoria proposta. Liberissimo di cercare i voti a sinistra ma non può chiedere i nostri su due punti che non appartengono al patto elettorale del Pdl con gli elettori. Se questo è l'ennesimo pretesto per spaccare la maggioranza uscita dalle urne nel 2008 allora avremo un altro buon motivo per chiedere agli elettori un altro voto in autunno”

Va ricordato che persino la proposta di legge avanzata da Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi non entusiasmò la maggioranza dei parlamentari che la chiusero in un cassetto a impolverarsi con tutte le altre proposte sulle coppie di fatto omosessuali.

Anche in questo caso dicono che la cosa non è nel programma di governo; che gli elettori non li hanno votati per dare diritti alle coppie gay e cambiare la legge 40. Vero, ma qualche e più elettore di destra potrebbe obiettare che non li ha eletti neppure per fare i comodi loro e riempire il Paese dei loro scandali quotidiani.

Via | Repubblica

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