Per il Comune di Padova i gay senza progetto di vita. Niente casa


Allora, vediamo, io e la mia ragazza abbiamo progetti di famiglia e di "vita" (per citarla alla loro maniera)... come la mettiamo? Fosse per voi andremo sotto a un ponte immagino... per fortuna emigriamo in Spagna: alla faccia vostra!

A scrivere questo commento è un ragazzo eterosessuale alla notizia che il Comune di Padova ha escluso, dalla possibilità di avere una casa, le coppie non "regolate" e quindi anche le omosessuali. La giustificazione arrivata dall'amministrazione comunale è alquanto strana, al solito gusto che rasenta la discriminazione.

“Abbiamo voluto privilegiare chi ha progetti di vita - dice l'assessore Giovanni Battista Di Masi - sarebbe giusto allargare il piano a ogni genere di coppia ma abbiamo voluto evitare che si creino situazioni di comodo. Due estranei o quasi potrebbero dividersi un alloggio a prezzo politico”

Va da sé che il Comune avrebbe potuto adottare piani di controllo; assegnare le case alle coppie gay con provata vita in comune; insomma le strade per non lasciare fuori le unioni omosessuali si potevano trovare. Si è preferito andare alla spicciola. Che ci sia un leggero lezzo di discriminazione lo dice lo stesso assessore affermando quel voler "privilegiare chi ha progetti di vita", come se le coppie omosessuali non ne avessero; come se le famiglie omoparentali fossero chimere e non realtà sul territorio. Crediamo anche in quel di Padova. Strano anche che questa scelta venga fatta in un Comune che pure ha relazioni di dialogo con la comunità lgbtq e che ha un registro per le coppie di fatto. Speriamo ci sia il tempo per un ripensamento!

Foto | Toprural

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