Dei delitti e delle pene... omosessuali. A che punto siamo con i diritti in Italia?

Dei delitti consumati verso omosessuali e transessuali, la cronaca generalista se ne occupa quasi sempre di malavoglia e spesso a sproposito. Succede che su alcuni casi di violenza omotransfobica cada la scure dell'indifferenza o del compatimento da parte dell'opinione pubblica. La morbosità è sempre dietro l'angolo, pronta a farsi protagonista se a quel delitto si associano altre barbarie e si scoprono mondi malsani che dell'omosessualità ne fanno un uso negletto.

Lo racconta il caso Marrazzo dove le transessuali coinvolte si son viste buttate nel fango tra malaffare e prostituzione e uso di sostanze stupefacenti. C'è chi ci ha lasciato la vita, lasciando una scia nera di altri misteri difficili da sbrogliare. Lo narrano quei politici che odiano omosessuali e transessuali per poi non riuscire a fare a meno dei loro servigi sessuali. Violenze, odio e allo stesso tempo attrazione verso un mondo sconosciuto.

La società italiana è pregna di omofobia, più che nel resto della tollerante Europa, e lo è a diversi stadi e percezioni. “Se hanno ucciso un uomo importante come Pasolini, il rischio di violenza per gli omosessuali e i “diversi” resterà per decenni. Almeno in Italia”, mi disse una volta uno stimato parlamentare che seguì quel caso ancora oggi frantumato di misteri.

Molte violenze verso omosessuali e transessuali restano impuniti, silenti. La paura si somma ad altre paure, alla non peregrina ipotesi che i carnefici restino senza pena e possano tornare a colpire.

Anche la politica attiva e parlamentare non ha mai agito concretamente per fermare e sancire doverosamente chi violava il corpo e la libertà di gay, transessuali e lesbiche. Rimane una pagina vergognosa quella bocciatura della legge contro l'omofobia, costata un anno di lavoro alla brava deputata Anna Paola Concia. Altro che estensione della legge Mancino.

Giorni addietro, l'ApCom ha pubblicato un interessante articolo facendo il punto proprio sulla violenza verso gli omosessuali. Resta Roma la città con più aggressioni, ma altre parti d'Italia non hanno certo brillato per rispetto e civiltà.

Resta l'intensa e generosa opera della Gay Help Line voluta da Arcigay Roma e aiutata dalla generosità di molti volontari e dalle istituzioni locali.

Vediamo un po' i casi di omofobia violenta ancora aperti.


  • Per l'aggressione consumata nel maggio scorso nella Gay Street della Capitale ci sono quattro indagati che dovranno rispondere di lesioni e altre accuse.

  • Il 9 settembre 2008, Federico e Christian una coppia gay viene aggredita ai Fori Imperiali dopo una serena serata trascorsa nei locali della Gay Street. La coppia cammina mano nella mano, quando si materializzano una decina di giovanissimi che li aggrediscono e lanciano loro pietre e bottiglie vuote. Urlano oe cani rabbiosi: “Froci, via dall'Italia, fate Schifo”.

  • 18 maggio 2009, La Gay Street romana viene inondata di scritte omofobe. Non è la prima volta e la cosa comincia a diventare insopportabile e pericolosa Le scritte sono segnalate al Comune di Roma che prevede prontamente a cancellarle.

  • 7 giugno 2009, sempre Roma. Un'altra coppia gay viene aggredita a Campo de' Fiori: due ragazzi di nazionalità statunitense sono aggrediti in piazza Campo de' Fiori da un gruppo di ragazzi italiani che li inseguono e li colpiscono, fino a quando uno dei due non perde i sensi e sviene. Alle vittime viene fornito supporto legale.

  • 22 agosto 2009, due ragazzi vengono aggrediti all'Eur perché riconosciuti omosessuali. Uno dei due è accoltellato allo stomaco, l'altro viene colpito con una bottiglia alla testa. Alle due vittime Gay Help Line offre supporto legale gratuito. L'associazione Arcigay Roma si costituirà parte civile nel processo contro il responsabile dell'aggressione.

  • Il 26 agosto dello stesso anno tocca al Qube. Nella notte la discoteca Qube, in via di Portonaccio, sede storica della one night “Muccassassina” viene presa di mira da ignoti. Vengono infranti i vetri dell'ingresso e appiccato il fuoco all' interno del locale.

  • Due giorni dopo, il 28 agosto, un omosessuale viene aggredito a San Giovanni.

  • Viene denunciata l'aggressione ai danni di un omosessuale, avvenuto il 19 agosto. Emilio Rez, gay e noto cantautore, viene fermato mentre rientra a casa da una persona che gli chiede indicazioni stradali e poi lo aggredisce prima verbalmente, con frasi ingiuriose, e poi fisicamente, malmenandolo.

  • 1 settembre 2009, esplosioni nella notte alla Gay Street: in via San Giovanni in Laterano, a Roma, vengono lanciate due bombe carta poco prima di mezzanotte. Una persona viene colpita da una scheggia a un orecchio, mentre altri ragazzi riportano ferite lievi. Secondo un primo identikit dei responsabili tracciato dalle forze dell'ordine si tratterebbe di due ragazzi, con accento romano, tra i 20 e i 25 anni.

  • 8 settembre 2009, spunta uno striscione omofobo in via Cavour a Roma rivendicato da un centro culturale legato all'estrema destra.

  • 11 ottobre 2009, Massimo e Francesco sono fermati a Roma da un gruppo di sei ragazzi tra i 16 e i 18 anni che li colpiscono al grido di 'camerati'. Uno dei due riporta lievi ferite alla mano dopo essere stato colpito con un casco.

  • 17 ottobre 2009, due ragazzi gay sono colpiti con mazze da baseball dopo aver trascorso la sera in discoteca tra giovedì e venerdì.

  • 25 ottobre 2009, a Ostia un ragazzo viene pestato perché ritenuto gay. In tre lo assalgono alle spalle e lo scaraventano per terra. Calci in faccia, sulla schiena fino a spaccargli il setto nasale e una costola. La vittima è ritenuta gay per via del suo abbigliamento.

  • 25 aprile 2010, nella notte un giovane volontario di Arcigay Roma: Mattia C., 22 anni, studente, viene insultato e aggredito da un gruppo di quattro ragazzi di circa venticinque anni a bordo dell'autobus n.8 in zona Trastevere. Il ragazzo cerca di reagire ma viene colpito ripetutamente e preso per il collo. Gli aggressori, sempre giovanissimi.

  • 29 maggio 2010, quattro o cinque persone aggrediscono un 22enne romano: lo fermano nei pressi di via Cavour, nella zona di Colle Oppio, a pochi passi dal Colosseo. Lo picchiano selvaggiamente a calci e pugni, rischiando di fargli perdere un occhio. Il giovane, ricoverato in ospedale, denuncia l'episodio a Gay help line.

Altri casi capitano in altre città italiane. Le organizzazioni lgbt chiedono a più riprese al Parlamento di occuparsi della legge contro le violenze omofobe. I parlamentari di destra, centro e anche qualcuno del centrosinistra rispondono che una legge del genere sarebbe discriminatoria. Forse aspettavano il morto.

Da noi, probabilmente, non solo non sono tutelati i diritti delle coppie omogenitoriali, dei single, di chi vive con figli; ma pare valere poco anche la tutela fisica delle persone lgbtq. Una estensione della legge Mancino avrebbe aiutato il paese ad essere più democratico e i cittadini lgbtq a non avere paura; lo squallore politico cui siamo soggetti oggi ha penalizzato la civiltà di una nazione costretta a fare i conti ancora con una violenza omotransfobica che non ha pari in Europa, con una sinistra assente e una destra occupata in tresche e affari politici.

A che punto siamo con i diritti lgbt in Italia? Di chi la colpa di uno zero assoluto?

Foto |arcigaynapoli

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