L'odio omofobo di monsignor Babini

monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto Non poteva che creare discussioni e scandalo il reportage di Panorama su alcuni preti che se la godevano con boy escort e danze sessuali in locali a clientela omosessuale. L'autore dell'articolo ha aperto il vaso di pandora dove, non ancora colmo, ci si è fiondata l'ipocrisia più becera, lo stillicidio verso un mondo oscuro, almeno sinora, l'immoralità contro altra immoralità. Che i sacerdoti facessero sesso, anche omosessuale, non è cosa di oggi. La vera novità è che oggi la chiesa di Roma si trova a fare i conti con un suo clero un po' allo sbando dove il monarca assoluto che la regge non si affida che a regole da lui stesso dettate senza nessuna altra intenzione di compromesso. Azzoppata dai tanti scandali pedofili che hanno leso la credibilità di centinaia di curie sparse nel mondo, l'omosessualità dei preti sembra essere diventata più urgente e nefasta per il Vaticano.

Così il “solito” monsignor Babini, vescovo emerito di Grosseto, interrogato sulla vicenda dal “solito” sito che poco ama l'omosessualità, riesce a dare una soluzione a dir poco incredibile contro quei preti toccati dall'inchiesta del settimanale mondadoriano.

“Dunque – dice monsignor Babini -, ho già espresso in varie occasioni la mia netta contrarietà alla omosessualità che considero una vera perversione contro natura. Ora se queste cose vengono commesse in tal modo osceno e turpe da sacerdoti, sarebbe il caso, come si faceva una volta, di mandarli in carcere e farceli rimanere a vita. Non sono degni di indossare la tonaca e la tolgano, la hanno infangata, come hanno colpito la Chiesa”.

Dimentica Sua Eccellenza che son lontani i tempi quando i papi inchiodavano le lingue dei “malfattori” ai portoni delle chiese, rei di offese al regno papale; o quando si facevano enormi falò per buttarci dentro gli eretici. Cosa ancor più grave dimentica che gli atti omosessuali tra adulti consenzienti non sono e non possono essere puniti dalle nostre attuali leggi. Lo fanno altri Stati talebani dove il massacro verso gli omosessuali è così vergognoso da far tacere persino la sua chiesa.

Ma finora, Monsignore, resta quasi prudente. Ma non per molto e così finisce per sentenziare quello che un porporato saggio dovrebbe tacere:

“Questi ex preti che devono essere ridotti allo stato laicale e cacciati, meritano, salva la misericordia di Dio, di finire la loro vita all'Inferno che li aspetta. La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, è addirittura più grave della pedofilia, si tratta di uomini viziosi e perversi, che si sono abbandonati a oscene pratiche contro natura […] Io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo che si penta e soffre della sua condizione che di questi viziosi. Le  dico di più, se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei  denunciato, ma cercato di redimere. Un padre come è il Vescovo per un sacerdote, non denuncia i figli che sbagliano e si pentono. Ma con i viziosi bisogna essere intransigenti”.

Che squallore, meglio un prete pedofilo che non un prete omosessuale, è questo che pare dire il vescovo emerito, tanto da creare stupore e incredulità persino tra i suoi.

L'esercizio omofobo dell'alto prelato non passa inosservato neppure a Famiglie Arcobaleno, Certi Diritti, AzioneTrans, Psicologiagay.com e degli esponenti del movimento lgbt italiano: Paola Biondi, Giuseppina Petrucci, Aurelio Mancuso, Luca Valeriani, Guido Allegrezza, Lucky Amato, che dettano in una nota:

“La gravità delle affermazioni di Monsignor Babini meriterebbero un intervento immediato delle gerarchie ecclesiastiche. Sappiamo delle difficoltà della chiesa cattolica, delle gerarchie ecclesiastiche e del Vaticano a far fronte a tutti gli scandali che avvengono al loro interno riguardo le violenze pedofile che sono state tenute nascoste per molti anni alle autorità. Ciò che non compendiamo è l'indifferenza, per non parlare di grave complicità, di fronte a dichiarazioni gravi e omofobe che dimostrano del pregiudizio e dell'odio che spesso alimenta la violenza fisica contro le persone omosessuali. Ci auguriamo che quanto prima i vertici ecclesiastici intervengano su Monsignor Babini per chiarire una volta per tutte se quanto egli sostiene è frutto di opinioni personali o se le sue dichiarazioni rappresentano il pensiero della chiesa cattolica.

Siamo oltremodo scandalizzati per come Monsignore Babini sminuisca con le sue dichiarazioni l'orrendo crimine della pedofilia prendendosi beffa dei minori cosi doppiamente violentati, una prima volta fisicamente e ora con queste parole indegne.

L’Emerito farebbe bene a sapere che la comunità scientifica psicologica e psichiatrica distingue nettamente l'omosessualità che è una variante naturale della sessualità umana dalla pedofilia che è una parafilia inserita nella categoria dei Disturbi sessuali e della Identità di Genere.

Invieremo la dichiarazione di Monsignor Babini alla Procura della Repubblica di Grosseto affinché si possa valutare se nelle dichiarazioni del Monsignore si ravvisano forme di reato, in particolare per quanto prevede la legge Mancino”.

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