Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia

Come anticipato la scorsa settimana da Robo, a partire da oggi su Queerblog.it con cadenza precisa verranno approfonditi dei temi che fanno parte dell’attualità che siamo soliti raccontare su questo sito.

La polifonia che abbiamo riscontrato nei commenti ai diversi post, che abbiamo dedicato all’inchiesta di Panorama, ci ha indotto ad approfondire fin da subito il rapporto che la comunità GLBTQ italiana ha con la Chiesa Cattolica italiana.

A soli dieci anni dal Gay Pride romano, organizzato nella capitale proprio per ricordare a chi in quel momento partecipava al Giubileo deciso da Giovanni Paolo II la presenza di gay e lesbiche all’interno della comunità cattolica italiana, qualcosa è cambiato.

Ad accorgersene, come abbiamo già avuto modo di scrivere, sono stati i mass media dedicati ai più giovani tanto che il nuovo corso di Mtv, segnato dalla massiccia presenza di approfondimenti nel proprio palinsesto, ha deciso di dedicare la prima puntata di “Diverso da chi” alla storia di Giulia.

Giulia ha poco più di vent’anni e dopo aver fatto coming out ha deciso di vivere la propria sessualità in piena libertà concedendosi persino il privilegio della fede, da cui molti omosessuali prendono le distanze per via delle posizioni poco solidali che Benedetto XVI e compagnia hanno preso contro gay e lesbiche.

L’apertura della comunità glbtq non è concisa, come molti sono soliti sostenere, ad una totale chiusura delle istituzioni ecclesiastiche. Significative sono, a tal proposito, le posizioni prese da alcuni vescovi italiani di cui ci siamo occupati nelle scorse settimane.

In un’intervista televisiva rilasciata a Lilli Gruber il vescovo Karl Golser, oltre a dissociarsi dal dogma riguardante il celibato, ha ribadito la propria posizione su tutte le coppie di fatto per le quali il prelato si è auspicato un riconoscimento giuridico quanto prima.

Una posizione analoga è stata presa anche dal responsabile della diocesi di Parma, Mons. Enrico Solmi che pochi giorni, durante un incontro con un gruppo di omosessuali credenti, ha precisato che nella comunità cattolica c’è spazio per tutti. Eterosessuali e No.

Sui percorsi di fede delle persone non eterosessuali, ve lo anticipo già, avremo modo di confrontarci nelle prossime settimane quando per queerblog.it intervisterò delle persone dichiaratamente omosessuali che hanno deciso di vivere, a volte con qualche difficoltà, la propria vita spirituale.

Anche in Italia, malgrado i pareri disfattisti di chi richiede un cambiamento senza impegnarsi per primo, esistono realtà che ci fanno essere un paese migliore di quello che viene rappresentato da alcuni mass media che spesso veicolano in modo ambiguo le storie raccontate nella prima parte di questo approfondimento che prosegue, analizzando proprio le responsabilità di tv, giornali, internet, ... quando si racconta il rapporto che intercorre tra comunità glbtq e Chiesa Cattolica.

L’inchiesta di Panorama potrebbe chiudere un ciclo iniziato la scorsa estate quando Vittorio Feltri dalle pagine del Giornale, di cui era ritornato ad essere direttore, accusava Dino Boffo (direttore di Avvenire) di omosessualità che in seguito a quella vicenda consegnò le proprie dimissioni.

Ad oggi non è stata ancora smentita la teoria, protagonista di una puntata del programma televisivo “Complotti” de la7, secondo la quale Feltri, poi sospeso dall’ordine dei giornalisti in seguito alla vicenda Boffo, avrebbe agito con l’ausilio di Giovanni Maria Vian (direttore dell’Osservatore Romano) e la benedizione del Cardinal Angelo Bagnasco.

Nel mezzo ci sono stati una serie di accadimenti spesso contrastanti tra di loro. La stampa, che prima della messa in onda ad AnnoZero del documentario prodotto dalla BBC sui preti pedofili non aveva perso occasione per indagare sul Vaticano (celeberrimi sono gli sfottò satirici di Luciana Littizzetto al cardinal Ruini), laddove si fa accenno di omosessualità riconducibile alla casta di Benedetto XVI preferisce zittirsi.

I commenti negativi al lavoro della redazione di Giorgio Mulè, non contrastata invece dallo stesso Vaticano, rappresentano una vera e propria eccezionalità rispetto all’indifferenza adottata non più tardi di quattro mesi fa quando si scoprì che Angelo Balducci, braccio destro di Guido Bertolaso nonché Gentiluomo del Papa, era solito avere degli incontri sessuali con escort maschili selezionati da Mike, un corista di origine nigeriana.

Intervistato da Vanity Fair il figlio e attore Lorenzo non fa accenno agli incontri che il padre avrebbe avuto con i gigolò tanto che le dichiarazioni che verranno poi riprese dalle agenzie riguardano solo Guido Bertolaso.

Per chi volesse continuare ad approfondire le ombre del Vaticano, non riconducibili alla comunità glbtq, nell’archivio di polisblog.it trovate un approfondimento riguardante i costi della casta di Benedetto XVI e un’intervista a Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei” riguardante l’organizzazione di cui fa parte l’ex esponente del Partito Democratico Paola Binetti di cui sovente si sono occupati i siti a tematica glbtq.

In chiusura, proprio perché non era intenzione di chi vi scrive occuparsi della Chiesa Cattolica solo ed esclusivamente in chiave omofobica, un punto sulle dichiarazioni discutibili che negli ultimi mesi sono state fatte dagli esponenti ecclesiastici che si sono occupati male di gay e lesbiche.

La più grave è relativa all’esternazione del Cardinal Tarcisio Bertone che lo scorso aprile dall’armadio, fresco delle pulizie primaverili, rispolverava il sempre verde assioma secondo il quale gli omosessuali sono dei pedofili.

Da quelle parole nessun rappresentante del Governo Berlusconi, malgrado l’evidente rapporto con il prelato che negli ultimi mesi aveva partecipato a degli incontri pubblici con lo stesso Premier, si dissociò.

Solo Italo Bocchino, che nei mesi a seguire sarebbe stato disegnato come un novello cavallo di Troia del Pdl, in un’intervista rilasciata poco tempo dopo l’esternazione di Tarcisio Bertone disse che preferiva un Presidente del Consiglio omosessuale rispetto a uno leghista.

Già, la politica. In Italia rappresenta un vero proprio anello di congiunzione tra la comunità glbtq e quella cattolica tanto che non si contano le volte in cui vescovi, più attenti alla vita sessuale dei propri credenti rispetto a quella spirituale, hanno ostacolato l’elezione di candidati gay-friendly.

Durante la scorsa campagna elettorale dalla conferenza episcopale italiana è stata presa di mira Emma Bonino. In quell’occasione i rappresentanti della Chiesa invitarono espressamente a non votare l’esponente radicale che in passato aveva dimostrato una certa apertura su temi cari anche alla comunità omosessuale.

Oltre alla collega di Marco Pannella, negli ultimi mesi sempre a causa delle loro posizioni a favore delle persone glbtq, sono stati contestati dal Cardinale di Cosenza: Nichi Vendola (che a Vanity Fair lo scorso anno aveva precisato di vivere bene la propria fede tanto quanto la propria sessualità), Mercedes Bresso (che con chi vi scrive, per GAY.tv, si impegnava a concludere la presidenza alla Regione Piemonte introducendo il registro delle coppie di fatto) e Vladimir Luxuria in quanto transgender.

La settimana prossima allargheremo lo sguardo all’estero, facendo un punto su come la Chiesa interagisca con la comunità omosessuale internazionale, prima di aprire alle storie a cui accennavo all’inizio di questo lungo approfondimento che spero vi spinga a raccontare a tutti noi che rapporto avete con la fede. Qui sotto, nei commenti, o scrivendo alla mail suggerimenti@queerblog.it

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