Il governo Prodi zoppica sui diritti gay

Non era facilmente prevedibile che il primo attacco ufficiale - per fortuna abortito - alla legge pugliese sullo stato sociale venisse proprio dal governo Prodi; o meglio, da una sua componente.

La legge fortemente voluta dal presidente della Puglia Niky Vendola prevede assistenza e prestazioni sociali non solo alle famiglie, ma anche alle unioni solidaristiche, cioè coppie di fatto, convivenze anche fra persone dello stesso sesso.

Contro questa legge ha tentato di ricorrere alla Corte Costituzionale il ministro Linda Lanzillotta, titolare degli Affari regionali ed esponente della Margherita, oltre ad essere moglie dell'ex ministro (Ds) Franco Bassanini.

Nell'ultimo Consiglio dei ministri, la Lanzillotta ha proposto di impugnare la legge, sostenuta da Francesco Rutelli, in nome di una presunta incostituzionalità e "difformità" rispetto alla Costituzione e alle leggi nazionali.

Per fortuna la ministra è stata messa in minoranza e osteggiata soprattutto da altri quattro colleghi: Paolo Ferrero (Rifondazione) ministro della Solidarietà sociale, Pecoraro Scanio (Verdi) Ambiente, Barbara Pollastrini (Ds) Pari Opportunità e Rosi Bindi (Margherita), ministra della Famiglia.

Alla fine pare che sia stato lo stesso Prodi a chiudere la questione, ricordando come la legge sia stata discussa a lunga e sia frutto di un lavoro di conciliazione fra diverse parti.

Ma la Lanzillotta con chi sta?

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